Sono arrivati “loro” Il giorno degli hi-fi...di

05/05/2017 Paolo Corciulo

E infine “loro” sono arrivati! I nuovi dico…

Il mondo dell’Hi-Fi sembrava sclerotizzato da anni in un suo equilibrio precario, via via sempre più lontano dalle esigenze reali del mercato; poi sono arrivati loro, gli altri, le nuove generazioni, chiamateli come volete, sta di fatto che hanno modificato entrambe, offerta e domanda del mercato. Li riconosci perché pensano diversamente, scandiscono il tempo in modo per noi curioso; perché il brodo di cultura in cui sono cresciuti è differente, frutto dei cambiamenti che, lo si accetti o meno, nel frattempo il mercato della riproduzione sonora ha subìto, cambiando il suo orizzonte. Quando si è cominciato a parlare di digital divide (o più in generale di “divide”) nessuno poteva avere contezza della profondità del solco scavato tra il prima e il dopo. Oggi ne scopriamo l’ampiezza con la stessa sorpresa di quando un bambino alla sua prima esperienza ci strappa di mano il controller della Playstation per far meglio di noi con un videogioco che conosciamo a menadito.
Quel che non cambia o non dovrebbe cambiare è il fine ultimo, il grado di soddisfazione che nasce dall’esperienza con oggetti che, progettati prima o dopo che sia, hanno o dovrebbero avere il medesimo scopo. Naturalmente il discorso si fa complicato se la platea è di quelle che stanno aspettando Godot da un mucchio di tempo, quegli incontentabili che “sono soddisfatto ma cambio lo stesso” ... Mi ha colpito però la recente affermazione di un manager di settore che, parlando dell’ultima generazione di un prodotto del marchio per cui lavora, affermava senza remore che ormai il livello qualitativo raggiunto difficilmente può essere superato se non per delle minuzie e che la chiave del successo va ricercato in “altro”.
Per troppo tempo in Hi-Fi si è guardato solo alle minuzie dimenticando l’altro; oggi le new entry del settore ci ricordano, attraverso un processo di compenetrazione e soddisfazione con il prodotto, che, ad esempio, la cosiddetta user experience è un elemento determinante della valutazione finale di quello stesso prodotto e, soprattutto, della ragione per cui una volta acquistato ci soddisferà o meno. Entra, come altri nuovi criteri, in quel paniere di elementi che costituiscono un metro di giudizio oggi in netta evoluzione. Perché da un lato i vecchi criteri non rappresentano più con completezza la realtà e perché, dall’altro, nuove istanze sono tutte ancora da codificare, al netto del fatto che poi, infine, o sono soddisfatto oppure no! Così alcune di queste new entry si trasformano rapidamente in killer app e altre no, e se questo ci ricorda che tutte le generazioni possono sbagliare, ci segnala anche che esiste una via, verso la felicità. Che sia venuto il momento di fare qualche sforzo per renderci più consapevoli? Che sia l’ora di abbattere gli archetipi se non sono correlati a una reale e conseguente esperienza?
Se il dubbio vi assale continuate a leggere SUONO…

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