Digitale o analogica purché pesi bene

Quanto è importante la determinazione del giusto peso di lettura del braccio nella lettura analogica? Tantissimo, ed è altrettanto importante che poi questo valore venga regolato in modo accurato e ripetibile.

17/03/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

Nella messa a punto dell’insieme braccio-fonorilevatore, dalla cui accuratezza dipendono in gran parte i risultati sonori di un impianto audio analogico, il peso di lettura o tracking force rappresenta, intuitivamente, una delle più importanti regolazioni; appare allora curioso come anche grandi costruttori di giradischi non forniscano i loro modelli con sistemi accurati per effettuare questa operazione, quasi che la nuova onda in piena di analogismo si sia dimenticata almeno in parte i fondamentali: è sorprendente come capiti spesso di doversi affidare a bilancine che sembrano dei giocattoli di plastica e la cui precisione è del tutto ipotetica! Tipicamente i modelli più economici sono costituiti da una sbarretta che poggia su un perno orizzontale, posto vicino a un estremo che rappresenta il lato corto dove poggiare la puntina, mentre il lato lungo presenta una graduazione, tipicamente da 0,5 a 2,5-3 grammi, dove posizionare un contrappeso.
Va anche detto che una precisione estremamente spinta comunque va oltre le reali esigenze; consente però di ottenere un risultato costante e indipendente dalle condizioni di misura: ad esempio leggere 1,588 oppure 1,584 gr significa la stessa cosa, ma è importante apprezzare che le variazioni rimangano in questo intervallo: il peso sarà comunque poco più di un grammo e mezzo! In genere, con le bilance meccaniche, ripetendo la misura si ottengono risultati che vanno da 1,5 a 2.0 gr...
Un certo salto di qualità lo si ottiene, pur rimanendo nel campo delle bilancine di tipo tradizionale, con la Shure SFG-2, che offre una precisione nella graduazione e nella lettura del peso decisamente maggiore (forze di tracciamento da 0,5 a 3,0 grammi con incrementi in 0,05 grammi): tutto ha un aspetto molto più serio, a cominciare dalla sensazione che si prova facendo ondeggiare la bilancina sui suoi perni, asserviti a cuscinetti progettati per ridurre al minimo l’attrito (ogni SFG-2 veniva calibrata in fabbrica). Peccato che questa storica bilancina sia di difficile reperibilità, non essendo presente sul mercato con costanza, visto anche che l’utilizzo è molto semplice. Occorre infatti accertarsi prima di tutto che il giradischi sia su una superficie piana e che il suo piatto sia livellato. Poi si posiziona la SFG-2 sul piatto del giradischi in modo che il perno del giradischi possa essere inserito nell’apposita sede a forma di V della SFG-2 avendo avuto cura di settare temporaneamente a zero il controllo dell’antiskating. Si posiziona poi il peso scorrevole presente sulla bilancina al valore che si desidera impostare (misurata in grammi); per pressioni maggiori di 1,50 gr occorrerà impostare il peso a un valore equivalente la metà di quanto desiderato e utilizzare un secondo punto di riferimento presente a bordo. Ora è possibile abbassare il braccio e il pick up in modo che lo stilo si posizioni su una delle due tacche che fanno riferimento alle due scale utilizzate. A questo punto potrà essere regolata la forza d’appoggio sul braccio fino a quando si raggiunge il traguardo, ottenuto facendo combaciare i due “coltelli” della bilancia, operazione che viene visualizzata facilmente tramite un gioco di specchi. Per completare l’operazione occorre ripristinare infine la regolazione dell’antiskating...

La bilancina Shure è composta sostanzialmente da tre elementi: una duplice tacca di riferimento (a seconda del peso richiesto); un’asta a bilanciere; un sistema che consente di traguardare (grazie alla magnificazione di uno specchio) i due “coltelli” della bilancia illustrato nell’immagine.

Tutto bello e molto analogico ma nell’era digitale, sarebbe davvero un peccato non approfittare della presenza di sistemi più precisi di regolazione di quelli di una bilancia a leva: la Stylus Force Gauge è uno di questi sistemi, caratterizzato dal cabinet metallico verniciato silver opaco con una grande finestra e display dal fondo verde sulla sinistra e un coperchio a forma di semi-guscio sulla destra. Tolto il semi-guscio appare un piattello con una depressione circolare al centro dove va applicato un cerchio adesivo con tanto di punto nero per aiutare a collocare la puntina nella fase di misura del peso. Da notare che il piattello, compresa la base inferiore, ha uno spessore di poco superiore a quello di un disco in vinile pesante. Questo significa che il braccio non sarà perfettamente orizzontale ma leggermente inclinato verso l’alto, e in teoria per calibrare alla perfezione e fuor di ogni dubbio bisognerebbe alzare il braccio di quel tanto da riportarlo in perfetta orizzontalità con la puntina appoggiata sulla bilancia. In realtà si tratta di un problema tutto sommato trascurabile e, se avete un giradischi con braccio da 12 pollici, addirittura inesistente, in quanto con una leva così lunga il diverso spessore del piatto della bilancia rispetto a quello di un disco vinilico non produce una visibile variazione nell’inclinazione del braccio.
La bilancia fornisce una lettura del valore apprezzabile fino al milligrammo; il massimo peso ammesso è di 20 grammi, un valore abbondantemente di sicurezza con ogni fonorilevatore in commercio. Piuttosto va segnalato che in molte delle versioni in cui è commercializzata il piatto, dove poggia la puntina, non è completamente amagnetico per cui quando si misura il peso di una testina MC dotata di espansioni polari particolarmente potenti accade che si verifichi una pur lieve interazione tra il campo magnetico generato e il piatto. Ciò non inficia particolarmente il rilevamento finale della misura ma innesca una serie di falsi rilevamenti che tendono a fuorviare. Si tratta di un evento abbastanza raro ma che, il caso vuole, si verifica proprio con quei fonorivelatori che più hanno bisogno di una regolazione accurata del peso.

Il display della bilancia digitale è a tre cifre significative dopo la virgola, il che equivale a una lettura che si spinge fino al milligrammo. In realtà l’errore associato dovrebbe attestarsi Intorno al 5 mg, però dal test che abbiamo effettuato con misure ripetute nelle stesse condizioni abbiamo rilevato escursioni maggiori di 1 mg ma comunque contenute sotto i 3 mg! Un eccellente risultato. La bilancina a ogni accensione effettua l’auto-calibrazione e il posizionamento a zero. Tuttavia è possibile utilizzare un peso calibrato da 20 g in dotazione per eseguire la taratura con un riferimento.

Digitale o analogica che sia, si consiglia sempre di calibrare la bilancina; dopo l’avvenuta taratura abbiamo ripetuto più volte l’operazione di lettura e possiamo confermare l’estrema affidabilità e costanza di risultati che si ottengono. Rispetto alle tradizionali bilancine con cui l’abbiamo confrontata, solo la Shure SFG-2 ha mostrato valori congrui e un funzionamento altrettanto affidabile: la differenza è che in questo caso la precisione si spinge a livelli non paragonabili per nessuno dei sistemi tradizionali e, cosa tutt’altro che trascurabile, la lettura è assai più immediata e certa, grazie al grande display retro-illuminato con le cifre ben visibili.

[ Pubblicato su SUONO n° 514 - marzo 2017]

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