Ecco perché il Teac N-400BT è un giradischi rivoluzionario!

Il nuovo giradischi della casa giapponese è uno dei pochi dotato di trasmettitore Bluetooth oltre che di convertitore A/D per consentire il ripping. E si aprono nuovi scenari nella riproduzione musicale con risvolti anche relativi ad un male atavico del giradischi analogico...

17/03/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

Nel suo catalogo Teac una gamma di ben sette giradischi, offerti tra i 200 e gli 800 euro, di cui cinque “irrituali” o, per meglio dire, “moderni”, vista la presenza a bordo di uno stadio fono, di un convertitore A/D e conseguentemente di un’uscita USB. Potremmo addirittura dire che da questo punto di vista la casa giapponese è un’apripista, una delle colonne del nuovo analogico. Impressione che trova conferma con l’ultimo nato, il N-400BT, che è anche il primo della casa (e uno dei primi in assoluto tra i produttori di Hi-Fi di una certa rinomanza) che a questo set unisce la possibilità di collegamento via Bluetooth. Idea geniale se si riesce per un attimo a superare l’idiosincrasia tipica da “vecchi arnesi” dell’Hi-Fi, per la commistione di genere che sembra ormai una costante nel mondo della riproduzione musicale (ed è un bene che lo sia altrimenti le nuove generazioni non le recuperi più!)... Idea geniale perché con una semplice operazione di pairing un giradischi analogico (cioè il componente Hi-Fi più anziano che ci sia) può comunicare con un diffusore amplificato, con un ampli integrato Bluetooth o con una cuffia wireless (cioè i componenti più recenti e di successo del settore), formando un sistema che, si suppone, risulta gradito e abituale (nonché user friendly) per un giovane. Geniale perché anche al di fuori di questo primario scenario di utilizzo, si può collegare “a distanza” il giradischi a un impianto Hi-Fi se dotato di ricevitore/trasmettitore Bluetooth  (se, ovviamente, è di ultima generazione). Perché farlo? Beh se c’è un componente che gradirebbe allontanarsi dal resto dell’impianto al quale pure è legato…

Un risvolto del tutto inaspettato è infatti quello della soluzione di un annoso problema di rientro nei giradischi. La trasmissione, l'elaborazione e la doppia conversione fra digitale e analogico, anche se eseguita molto rapidamente, interrompe il collegamento temporale ciclico fa stimolo ed emissione. Il ritardo anche se molto ridotto annulla l'effetto Larsen, uno dei mali che affliggono i sistemi di riproduzioni in cui è presente nello stesso spazio un fonorivelatore e il diffusore. Ovviamente i rientri e i disturbi continuano ad esistere e non subiscono riduzioni o variazioni ma non si innesca il feedback a bassa frequenza tipico dei giradischi. Ciò anche ad elevati livelli di ascolto, con una soglia più elevata rispetto ad un collegamento analogico tradizionale.
Semmai il problema potrebbe essere quello relativo alla qualità che si ottiene (esulando per un attimo dal fatto che comunque stiamo parlando di un giradischi entry level, etc, etc) ma l’adozione da parte dell’ormai onnipresente formato  aptX con qualità CD senza perdita assicura uno standard minimo più che accettabile, almeno in teoria.

Il chip utilizzato nell’N-400BT, anche se fra i più comuni, è un CSR8670  impiegato in gran parte delle applicazioni Bluetooth di qualità, supporta codec losseless ed è dotato di ADC e DAC interno molto performanti. Il processo di pairing avviene utilizzando un pulsante posto al lato dello chassis e osservando il led di colore bianco posto nella ghiera di accensione: è possibile porre il sistema in modalità pairing che si abbinerà a un diffusore o amplificatore Bluetooth posto nelle vicinanze. Il sistema manterrà in memoria fino a otto dispositivi senza dover effettuare di nuovo la procedura di abbinamento. Nei nostri test il pairing è avvenuto semplicemente senza particolari patemi con i prodotti Bluetooth disponibili (tra i quali, va ricordato, non possono essere annoverti gli smartphone).
Nel caso del Teac il collegamento Bluetooth, che risulta indipendente dalla configurazione dell’uscita del giradischi, preleva il segnale direttamente all’uscita analogica preamplificata del phono con una qualità inaspettata e che potrebbe rivelarsi una valida alternativa anche in caso di upgrading dello stadio phono esterno.

Abbiamo collegato contemporaneamente in wireless e tradizionalmente via cavo il Teac con il sorprendente integrato Elac Element EA 101EQ-G testato nello scorso numero di SUONO che, tra le altre cose consente il controllo a distanza via app e la regolazione del livello di ogni ingresso, operazione che ci ha consentito di mettere in condizioni simili i due segnali, quello Bluetooth e quello via cavo.
Quello che ha veramente sorpreso è stata proprio la qualità di quanto riproposto in termini sonori: praticamente indistinguibile la qualità tra la trasmissione tradizionale e via Bluetooth, persino con qualche nota di merito in più per quest’ultima, soprattutto in riferimento al brio e alla dinamica relativa alla gamma medio alta e alta. In sostanza, fino a livelli di raffinatezza dell’intero sistema media e medio alta, la trasmissione senza fili regge botta! Un’apertura che potrebbe delineare scenari, e in parte già lo fa, davvero eccitanti in futuro non tanto per la qualità assoluta della riproduzione quanto nel modo di fruirne e nella soddisfazione delle esigenze di un ascolto di tipo non religioso!

Giradischi Teac TN-400BT
Prezzo: € 499,00
Dimensioni: 42 x 10,2 x 35,6 cm (lxaxp)
Peso: 4,9 kg
Distributore: Exhibo S.p.A.
Via Leonardo da Vinci, 6 - 20854 Vedano al Lambro ()
Tel. 039 4984.1
www.exhibo.it  
Tipo: completo di testina Telaio: rigido rivestito Trasmissione: a cinghia Piatto: alluminio pressofuso Velocità (RPM): 33, 45 e 78 Braccio: a S, bilanciato dinamicamente, shell rimovibile 9 pollici Alzabraccio: idraulico Wow & Flutter (%): 0,2 Rumble (dB): 67 Note: motore DC, fonorilevatore di serie MM premontato Audio-Technica AT-95E da 3,5mV di uscita. Uscita RCA selezionabile tra phono e preamplificata con scheda interna Phono EQ e uscita linea. DAC interno con uscita USB e Bluetooth. Alimentazione esterna.

[ Pubblicato su SUONO n° 514 - marzo 2017]

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