Plato, multiforme creatura

Nasce streamer (e server), evolve in pre e diventa sistema, con l’opzione tra un’amplificazione in classe A o B...

05/05/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

Sistema Convert Technologies Plato Pre
Prezzo: € 4.500,00
Dimensioni: 37 x 13 x 30 cm (lxaxp)
Peso: 14 Kg
Per info: http://www.soundissimo.it/
Note: Ingressi analogici e digitali audio; pre phono; software dedicato; streaming player e media player; server UPnP; connessione di rete; file audio a 24bit/192kHz; compatibile con AAC LC/PLUS, ALAC, FLAC, MP3, VORBIS, PCM/WAVE, AIFF; hard disk 2TB

Il testo è un estratto dalla prova pubblicata su SUONO
Costante di tutte le versioni, la presenza di un convertitore A/D (oltre a quello D/A) che consente il ripping dei segnali analogici, anche se le attenzioni al vinile, come da premessa, non si fermano qui (ne parleremo più avanti). Di fatto Plato è un oggetto modulare di natura informatica ma, al tempo stesso, la cosa attualmente più vicina a una completa commistione tra il computer (lo chassis è di questa natura) e l’Hi-Fi di cui mutua la presenza di un ampio display e soprattutto molte delle funzioni offerte e la modalità per utilizzarle, forse l’aspetto più moderno e irrituale di questo apparecchio. Senza avventurarci in una disamina storica delle varie opzioni in materia, l’architettura di “attivazione” delle funzioni dell’apparecchio prevede sistemi di controllo avanzati nella gestione e soprattutto nella programmazione delle funzioni, dove l’identificazione della funzione attivata e i sistemi di controllo e feedback sono implementati al meglio, in modo tale da garantire una UX soddisfacente.

L’apparecchio si presenta con una “massa” notevole che in gran parte è determinata dall’adozione di una massiccia pannellatura in lamiera di ferro che costituisce il supporto ai moduli funzionali a rapido inserimento. Tutto è stato realizzato in casa ad eccezione del bus di comunicazione che impiega un connettore standard ma con un cablaggio personalizzato.

La sezione di preamplificazione è stata realizzata in modo da rispondere perfettamente ai requisiti di un preamplificatore “completamente analogico” con l’utilizzo di una commutazione a relè (servoassistiti) e la regolazione del volume addirittura con un partitore resistivo a commutazione con relè ( sempre servoassistiti). Apparecchi con la regolazione del volume impostata in modo simile non ce ne sono molti e praticamente nessuno con la stessa architettura! Anche lo stadio fono è una chicca, completamente gestito da servocontrolli ma nel dominio analogico: se alcuni fra i pre phono di “ultima” generazione sono gestiti e servoassistiti, di fatto hanno un sistema di “scelta” e di controllo rudimentale nel senso che il selettore, pur agendo su un circuito logico, di fatto accende e spegne un circuito senza essere inserito in un circuito più “esteso”. Al contrario i controlli del Plato avvengono tramite app, in quanto è stato pensato proprio in questo modo e le scelte progettuali consentono anche di modificare il guadagno dello stadio di amplificazione, cosa veramente rara.  La sezione di conversione, invece, è piuttosto accademica, senza offrire grandi possibilità di sviluppi e implementazioni future ma la realizzazione a blocchi non esclude la possibilità in futuro di arricchire anche questa sezione. A livello di filtri e oversampling non viene fatta alcuna menzione su come vengono trattati i segnali nativi; si fa riferimento solo a un upsampling a 192 kHz, sebbene nell’architettura non dovrebbero esserci limitazioni concrete verso altri tipi di segnale.

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[ Pubblicato su SUONO n° 515 - aprile - maggio 2017]

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