ProAc DT8: fuori dagli schemi

La casa inglese sembra riflettere un universo molto particolare, pervaso di grande intuito e coraggio: tradizione e sfrontatezza sono i principali ingredienti che l’hanno caratterizzata e, con i DT8 fra le mani, l’impressione è che tali principi siano ancora ben saldi nell’humus aziendale!

19/09/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

L’impostazione del cabinet ricalca fedelmente quella che si potrebbe definire la regola aurea di ProAc: mobile a torre senza rinforzi interni, pannelli bituminosi ad altro spessore incollati all’interno, flange degli altoparlanti a diretto contatto con l’MDF e componenti di filtro installati sulla linea di massa. Quasi una linea di pensiero, una filosofia aziendale, altro che tecniche di costruzione, per non parlare del tweeter installato fuori asse in modo simmetrico! Eppure nei DT8 assistiamo all’introduzione di un piccolo stravolgimento in quanto i due woofer collegati in parallelo fra loro sono abbastanza differenti l’uno dall’altro ma connessi al classico filtro con cella del terzo ordine sul tweeter e del secondo sulla coppia di woofer. L’esecuzione è eccellente con un livello di finitura impeccabile. Colpisce in particolar modo la pulizia e l’accuratezza delle giunture e dei particolari come ad esempio i fori di ampie dimensioni che, grazie alle flange maggiorate dei woofer, consentono un flusso d’aria nella parte posteriore dell’altoparlante privo di ostacoli e impedimenti. L’interno del mobile è riempito con materiale fonoassorbente in schiuma espansa molto efficace.

[ Pubblicato su SUONO n° 519 - settembre 2017]

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