Cristiano De André: tale padre...

E’ partito il nuovo tour di Cristiano De Andrè, semplicemente intitolato “Canta De Andrè 2017”, da parte di uno dei nostri più talentuosi musicisti, che oltre ad essere figlio di cotanto padre ha sempre dimostrato di possedere stoffa ed originalità rispetto alla comunque inavvicinabile figura paterna.

22/03/2017
di Vittorio Pio

Per una serie di motivi lei è l’unico che potrebbe essere veramente legittimato a cantare la musica di suo padre, che modifiche ha apportato rispetto agli spettacoli precedenti e che tipo di pubblico incontra adesso?
Nei tour precedenti mi sono reso conto di quanti giovanissimi venissero ad ascoltare canzoni su valori come la giustizia, l'apertura verso le minoranze, conoscendo gran parte dei testi. Mi suscita un grande piacere ed è proprio per questo che ho deciso un nuovo allestimento, introducendo pezzi come “Amore che vieni, amore che vai”, “La guerra di Piero” o la beneaugurante “Canzone per l’estate”, fra molti altri. Purtroppo non è un momento favorevole per la nostra società. Stiamo vivendo un grande vuoto esistenziale ed è importante dimostrare che la felicità non è qualcosa che si può comprare o che è monetizzabile, come invece questi nuovi media continuano a strombazzare ".

Canzone per l'estate, fu scritta con De Gregori un habituè di casa paterna, a proposito del quale nei concerti raccontava proprio un episodio divertente..
"Certamente. Una volta avevo ascoltato in una discoteca la sua Alice, una canzone che mi era rimasta in testa, potevo avere 10 anni forse, e mi chiedevo come mai Alice potesse guardare i gatti e non può guardare quel lampione là o non può guardare qualsiasi altra cosa, un sasso piuttosto che un cespuglio, un albero? Avrei voluto tanto chiederglielo, però non sapevo come, non lo conoscevo...L'estate successiva invece venni a sapere che stava iniziando a lavorare con mio padre ad un album che sarebbe stato Volume ottavo. Sono al settimo cielo: vado in Sardegna e me lo trovo lì, a casa. Che lavora con mio padre, seduto sul nostro divano, con la chitarra, giovane, carismatico e un po’ freak. Dopo aver familiarizzato un po’ gli salto al collo e gli chiedo: scusa Francesco, ma perché Alice guarda i gatti?. La sua risposta fu: "Dai ragazzino, fai il bravo, stai tranquillo e lasciami respirare."

Poi invece con suo padre è nata una canzone che le hanno dedicato…
E’ vero sono molto orgoglioso di Oceano, non poteva esserci risposta migliore ai miei quesiti su Alice. Di certo non mi sono mai più sognato di fargli domande di quel tipo. Francesco è uno dei nostri più grandi rappresentanti, di lui mi ha sempre colpito quella capacità di ricorrere a delle immagini di grande effetto calibrando una scrittura immaginifica e realista che appartiene solo a lui. Ho scelto di riprendere Canzone per l’estate perché è anticipatrice di certi temi diventati poi tristemente di attualità come la globalizzazione.

Dal punto di vista emotivo cosa significa salire ancora su un palco per cantare De Andrè ?
Sento la responsabilità di avere qualcosa di molto importante tra le mani, un eredità artistica incolmabile. Ma la cosa più toccante è che, interpretando tutte le sere i suoi brani, scopro qualcosa di lui che non avevo colto quando c’era, nonostante il tour che facemmo insieme tra il 1997 e il 1998. Stare accanto a lui ha rappresentato un privilegio enorme. A volte si abusa del termine poeta che invece per lui era perfetto. Era uno che riusciva a stare sul palco alla grande nonostante i problemi personali e i disagi che poi si stavano allentando, anche noi ci siamo parlati e sostanzialmente riappacificati, ma purtroppo non è riuscito a farcela.

L’anno scorso è uscita la sua autobiografia che ha suscitato molte polemiche. Vorrei giusto che mi sottolineasse la difficoltà di essere un genitore…
Scrivere la mia storia, o meglio versione come ho intitolato il libro, ha rappresentato una terapia, permettendomi di esorcizzare certi fantasmi del passato. Come genitore sono stato spesso assente, cercando poi di recuperare le distanze, proprio come ha fatto il mio. Non voglio tornare su certe amarezze, ho solo cercato di parlare il linguaggio della riappacificazione, specie nei confronti dell’ambito familiare, da dove poi arrivano gran parte dei nostri problemi. Sto attraversando un periodo di serenità, anche per la bella storia che condivido con Ottavia, la mia fidanzata.

Sta scrivendo anche del nuovo materiale? Cosa ispira il suo estro?
Si sono a buon punto, entro la fine dell’anno un nuovo album di inediti dovrebbe essere pronto. Per scrivere sono essenzialmente in contatto con me stesso e con la natura, non mi serve molto altro. La solitudine aiuta per svuotarsi e ritrovare energie. E poi c’è l’ironia: trovare la forza di sorridere di se stessi rappresenta una salvezza.

Per inviare commenti devi essere autenticato. Effettua il login.

Non sei registrato? Registrati.