Don Giovanni secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio Comunicato stampa

Dal 9 novembre, all'Olimpico di Roma, il nuovo lavoro dell'orchestra più multietnica d'Italia con Petra Magoni nel ruolo del titolo

27/09/2017
di Redazione news@suono.it

Dopo il fortunato debutto in prima assoluta a Lione per il Festival Les nuits de fourvière lo scorso 13 giugno, il Don Giovanni di Mozart secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio, il nuovo lavoro firmato dall’Orchestra più multietnica d’Italia, che si è già cimentata in maniera originale e imprevedibile nel Flauto magico mozartiano e nella Carmen di Bizet, arriva al Teatro Olimpico di Roma, in prima italiana, dal 9 al 26 novembre. Prodotto dall’Accademia Filarmonica Romana e dal festival Les nuits de fourvière, al centro dello spettacolo c’è l’idea di un Don Giovanni androgino, affidato a una voce femminile, quella di Petra Magoni, indimenticabile Regina della notte del Flauto magico mozartiano nella prima produzione dell’Orchestra e una delle voci e artiste più interessanti nel panorama musicale italiano. Dall’idea di un Don Giovanni “androgino” si sviluppa la drammaturgia musicale, il filo con cui tessere una variante contemporanea del mito settecentesco. Una visione “altra” del protagonista che apre a una diversa lettura dei rapporti tra i personaggi. La corrispondenza tra l’approccio ludico che l’Orchestra ha con la musica classica - uno stile che porta oltre l’idea tradizionale di generi musicali - e questa ipotesi di lavoro portano l’opera verso un divertito abbattimento di ogni confine di genere, mentre l’espansione dei limiti dell’eros crea nuova possibilità di indagine del dramma giocoso di Mozart.

Ritroveremo Don Giovanni come un redivivo Cab Calloway in un immaginario Cotton Club, un’ambientazione dal gusto anni '20 ma anche fortemente contemporaneo, che dirige la sua orchestra e il suo destino in una pulsione di libertà e perdizione. Un luogo carico di energia, luce e vita dove i musicisti, posti su appositi piani sfalsati in altezza, che delimiteranno uno spazio a sviluppo circolare tagliato da una parete di pannelli specchianti, si muoveranno quali protagonisti nelle loro fughe musicali ed esistenziali.

Firmano la regia Andrea Renzi e Mario Tronco, mentre le elaborazioni musicali saranno affidate a Leandro Piccioni, Pino Pecorelli e lo stesso Mario Tronco. Nel cast troviamo Mama Marjas (Zerlina), cantante reggae molto applaudita nel ruolo di protagonista della precedente Carmen, insieme a Omar Lopez Valle (Leporello), Hersi Matmuja (Donna Elvira), Evandro Dos Reis (Don Ottavio), Houcine Ataa (Masetto) e, alla prima collaborazione con l’Orchestra, Simona Boo (Donna Anna), dal 2015 vocalist dello storico gruppo napoletano dei 99 Posse.

BEETHOVENKLAVIER. All’interno della stagione della Filarmonica, prosegue la seconda parte del Beethovenklavier il ciclo di concerti che l’istituzione romana organizza in Sala Casella la domenica pomeriggio dedicata all’integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven. E lo fa chiamando a raccolta una nuova generazione di interpreti italiani, giovani sì, ma già artisticamente maturi e avviati verso una promettente carriera. Domenica 19 novembre toccherà a Bruno Mereu e Ludovica Vincenti provenienti rispettivamente dall’Accademia di Musica di Pinerolo e l’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola, che suoneranno quattro Sonate del periodo giovanile del musicista di Bonn: le Sonate op. 14 n. 1 e 2 e le Sonate op. 10 n. 1 e n. 2.

Info: tel. 06-3201752, email promozione@filarmonicaromana.org

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