SoundCloud in crisi? News

Il servizio di streaming musicale svedese costretto a tagliare il 40% dei propri posti di lavoro.

17/07/2017
di Francesco francescobonerba@suono.it

173 licenziamenti e due delle quattro sedi, quelle di Londra e San Francisco, chiuse: questa l’entità dei tagli che SoundCloud ha annunciato pochi giorni fa, drastico rimedio per far fronte alla mancanza di liquidità che, secondo diverse fonti tra cui TechCrunch , gli garantirebbe di sopravvivere per altri 80 giorni appena. Non un fulmine a ciel sereno per l’azienda fondata nel 2008 da Alexander Ljung e Eric Wahlforss, che già nel 2015 aveva registrato spese di 50 milioni di dollari superiori rispetto ai ricavi, ma di certo una pessima notizia per gli artisti emergenti e semi-professionisti, che hanno trovato in SoundCloud uno strumento per promuovere con facilità la propria musica. Come scrive Brian Feldman in un bell’articolo sul New York Magazine , il sito raccoglie centinaia di migliaia di ore di musica, podcast, show radiofonici, una miniera di contenuti che qualora la società dovesse chiudere potrebbero andar perse. In particolare, la piattaforma online è diventata particolarmente popolare presso gli artisti hip-hop, tanto da essere stata definita dal “New York Times” “the most vital and disruptive new movement in hip-hop”.

Risiede forse proprio nell’aver poco considerato nelle logiche commerciali questa solidissima base, optando per soluzioni a pagamento (Go e Go+) simili a quelle di competitor mastodontici come Spotify, l’errore di SoundCloud, cui i suoi creatori starebbero ora cercando di porre rimedio, puntando sui musicisti indipendenti. A calmare ufficialmente le acque ci pensa Ljung, che sul blog del sito fa riferimento alle tante notizie pubblicate negli ultimi giorni come “rumore”: La musica che amate su SoundCloud, scrive, non scomparirà; la musica che avete condiviso o caricato non scomparirà; perché SoundCloud non scomparirà. Non in 50 giorni, non in 80 o in qualsiasi intervallo prevedibile di tempo. La vostra musica è al sicuro”. Sarà davvero così?

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