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What a Wonderful World
Ci lamentiamo, giustamente, quando le pecche che caratterizzano un mercato ingessato come quello dell’alta fedeltà si palesano. Raramente gioiamo quando accade il contrario…

Paolo Corciulo

Eppure un segno di vitalità ci viene rappresentato ogni volta che le idee predominano sulla ragione, quando la realtà supera l'immaginazione e prodotti davvero sorprendenti spostano "più in là" gli orizzonti e i limiti. E per fortuna questo accade ancora spesso anche nel settore della riproduzione musicale e quando accade non c'è stanchezza, non c'è delusione, tornano le forze e la passione.
Ecco è così che mi sento in questo momento quando, a causa delle congiunzioni astrali, quella vecchia compagna del mio cammino chiamata hi-fi mi offre nuovi elettrizzanti spunti e la sfida diventa saperli interpretare e darvene conto.
Nuovi stimoli, nuove tensioni, da contrapporre all'ottusità di quella visione monocorde generalmente offerta dal mondo che ci circonda: una fiammella di speranza, perché finché ci saranno sfide ci sarà la necessità di affrontarle e vincerle (nel caso nostro una battaglia tutta all'interno dell'informazione che, per fortuna, ancora si divide in buona e cattiva, cercando noi di offrire sempre la prima...).
La splendida contraddizione di un mondo orchestrato dalle passioni ma che vuole irregimentarsi in regole le più ferree possibile (chi è il migliore, i 192 kHz sono il massino; no: sono una fetecchia... e così via) si frange contro una convinzione che abbiamo abbracciato per non abbandonarla più e che cerchiamo di trasmettervi ogni qualvolta diventa più visibile: la visione di prodotti e tecnologie non può avvenire esaminandone ogni elemento come se fosse a sé stante. Il buono o il meglio, sono il frutto di una visione d'insieme i cui elementi possono anche cambiare, purché il risultato complessivo sia quello del giusto segno.
Il caso di questo mese è il più eclatante di tutti e orgogliosamente è il frutto del lavoro di nostri connazionali; il fato ha voluto che presentassero insieme i loro risultati, la storia che il punto di partenza fosse lo stesso.
La Sonus faber del dopo Serblin e il Serblin del dopo Sonus faber ci mostrano qui come declinare il concetto di diffusore. Lo fanno affrontando l'argomento con considerazioni differenti, elementi differenti e a volte divergenti ma avvicinandosi allo stesso obiettivo: una linea di confine che delimita in modo nuovo quella che era l'area del conosciuto in materia.
Sarebbe improvvido giudicare il loro lavoro per questo o quell'elemento che lo caratterizza; utile invece ripercorrere l'armonia, la visione olistica, che ha portato ognuno di essi a realizzare quel che hanno fatto e che oggi, anno domini 2010, vede il nostro paese, grazie proprio a questi due, all'avanguardia nell'elettroacustica. È il compito difficile (ma non impossibile) che spetta a chi vuole informare e SUONO se ne prende l'onere, presentando i loro lavori in anteprima assoluta e commentadoli. Poter articolare in modo adeguato e tempistico un'analisi critica non è il frutto del caso ma il risultato della stima che queste aziende nutrono per noi, di quella parte dell'attività giornalistica che è la ricerca delle notizie e dell'altra faccia di quella moneta che è la capacità di comunicarle ad altri.
Sono pertanto orgogliosissimo di questo atipico numero di SUONO e spero che potrete condividere con me questa gioia...

 

Autore: Paolo Corciulo