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Quel che non vi avevo detto... Considerando che l'inizio dell'anno per noi è stato caratterizzato editorialmente con l'uscita dell'Annuario, di fatto è questo il primo "messaggio" rivolto ai lettori in questo 2012... Con ben 150 prodotti regolarmente distribuiti sul territorio nazionale, il comparto dei convertitori è sicuramente quello che ha manifestato quest’anno il maggior grado di vitalità e va considerato anche il fatto che numerosissimi interessanti prodotti non sono ancora disponibili sul nostro mercato (e chi sa se arriveranno visto che i convertitori, anche per quanto ancora vi dirò, vanno innanzitutto “capiti”…). La cosa non stupisce più di tanto considerando il fatto che proprio questo genere di prodotto è quello che meglio si presta a costituire il ponte tra vecchio e nuovo (oltre rappresentarne elemento indispensabile), intendendo con ciò il passaggio della musica da solida a liquida e in genere della fonte dal lettore CD al pc. Proprio per queste ragioni, il convertitore è anche l’elemento dell’impianto che più è cambiato: convertitori D/D, convertitori-pre-pre phono, amplificatoriconvertitori, molte tipologie sono apparse o si sono rinforzate sul mercato. Reduci dalla compilazione dell’Annuario, siamo ben consci di come questa repentina evoluzione abbia messo in crisi il precedente universo valoriale e le tradizionali classificazioni di un mercato che invece è in evoluzione, muta, si adatta, costantemente. In questa sua stessa caratteristica sta la difficoltà da parte di molti ad interpretarlo correttamente…
Molti dei nuovi prodotti che hanno a bordo un convertitore (non trovo per ora una definizione per questo tipo di prodotti, se non l’apice “info hi-fi” che è stato marcato in merito nel database dell’Annuario) non funzionano o non funzionano perfettamente, né hanno funzionato una volta giunti nelle nostre mani (ricordandoci i bei tempi pioneristici dell’home theater). Quel che è più grave è che difficilmente tali prodotti funzionerebbero in mano ad un utente finale poco esperto, viste le operazioni richieste per rientrare in una sorta di normalità che, vedremo, tale non è. L’aggiornamento di un prodotto di natura informatica non è cosa semplice né ripetibile serialmente, salvo nel libro dei sogni e io, per esempio, mi sento in imbarazzo se il sistema mi avverte che “c’è il rischio che tutti i dati vengano perduti” ma poi si scopre che quella era proprio l’operazione da compiere!
Ma che tipo di prodotto è infatti un prodotto che, grazie ad un aggiornamento, ad una nuova release (che sostituisce la precedente fallata), evolve, cambia, migliora, sana i suoi difetti? E se tale prodotto è caratterizzato da una simile “mutabilità”, quali servizi a corredo è opportuno o indispensabile fornire? E, ancora: se questo è il grado di complicazione da superare per consentire ad un essere a sua volta mutevole come il pc di colloquiare con una controparte (fin troppo ancorata alla tradizione), potrà il negoziante rappresentare quel porto sicuro dove trovare risposta alle domande e ai problemi del consumatore?
Verrebbe quasi voglia di mollare tutto e rifugiarsi nell’accogliente e immutevole nicchia di sempre, quella immarcescente hi-fi che, pure, mostra le smagliature e i segni del tempo! Non potrà essere così perché sempre di più gli stili di vita richiedono strumenti in grado di far fronte ad esigenze primarie comuni ad ogni forma di consumo: una fruizione svincolata dal momento, dal luogo e dallo strumento, che non può essere in tal senso limitativo.
Ecco perché oggi come al tempo, con le facoltà di predizione che derivano dal buon senso e dalla conoscenza più che da doti sovrannaturali, affermiamo che sempre più spazio avranno in futuro gli strumenti universali che rendono ininfluenti i formati.
Al tempo lo affermammo, per primi, riguardo ai lettori solidi ad alta definizione; oggi lo ribadiamo più in generale, confermando che, conseguentemente, occorre dedicare tempo, risorse, attenzioni, a quegli strumenti che rappresentano un ponte tra un vecchio modo di fruire della musica e uno nuovo che ancora non ha definito non tanto i suoi limiti, quanto i suoi orizzonti.
In questo e nei prossimi numeri, dunque, troverete il frutto del lavoro svolto sui più interessanti “prodotti che hanno a bordo un convertitore” di cui abbiamo cercato di evidenziare pregi, limiti, potenzialità non senza tener conto del grado di mutabilità del prodotto che, naturalmente, tende a sfumare un giudizio perentorio immediato. È così e sempre più così sarà, meglio abituarcisi…
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