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Pubblicato il: 30/11/2009
Hush-Hush: Sonus faber?Vavavuma…
Indiscrezioni, sussurri e certezze sul 2010 della casa vicentina: si arricchisce lo staff tecnico con l’obiettivo di non uno ma ben due top di gamma nuovi e rivoluzionari…Fuochi d’artificio made in Italy sul mercato hi-end?


A volte gli eventi ti si parano dinnanzi e devi solo commentarli, altre è più difficile venirne a capo: bisogna lavorare di indizi, tenendo conto di piccoli dettagli altre volte trascurati… Così accade che, magari, ci trova in un posto per una ragione ma poi la ragione principale diventa un’altra. È accaduto a chi scrive che bazzicava in Sonus faber per testimoniare e premiare i fortunati vincitori del concorso che la casa vicentina ha organizzato in occasione del Top Audio.

Una piacevole giornata per i winners ma anche per il sottoscritto, con visita alla fabbrica (e opportune riflessioni sull’approccio “umano” che la casa mantiene pur essendo ora proprietà di un fondo di investimenti - dunque sicuramente votata principalmente al profitto), e buffet finale a base di uno straordinario e insospettabile PataNegra: ma il prosciutto crudo non lo facevamo meglio noi?.

Nei tempi morti (uno scorpione rimane uno scorpione…è nella sua natura) c’è l’occasione di curiosare qua e là, anche dove l’educazione (noblesse oblige) non vorrebbe…E, allora: ma che ci fa un certo tweeter a nastro da queste parti? E in particolare “quel “certo” tweeter che pochi in Europa conoscono o saprebbero reperire?.Qualche triangolazione, un po di giornalismo arrembante ed ecco che viene fuori la notizia: lo staff della Sonus faber (composto da un team interno agli ordini di Paolo Tezzon e dalla consulenza esterna di designer e dell’ingegner Umberto Nicolao) si arricchisce ora della collaborazione di Joseph Szall.

Joseph (è stato un mio collaboratore a Stereo quindi posso parlarne in seconda persona singolare) è sicuramente uno dei progettisti giovani di maggior valore in circolazione. Franco Serblin (creatore e ex progettista e proprietario proprio di Sonus Faber) lo definisce, in una intervista esclusiva a Serblin che appare su SUONO di Dicembre, “un pozzo di conoscenza” e io stesso ho potuto verificare nei vari incontri con Joseph tanto la sua conoscenza del mercato e degli elementi che lo compongono ma anche quanto il mercato… conosce lui!

Ma che cosa può nascere da un matrimonio di questo tipo?

Me lo sono chiesto e mi son dato una risposta e ho cominciato ad investigare, perché, certo , un accordo del genere non punta agli spiccioli ma colpisce il bersaglio grosso.

Ed infatti… Qualche tentennamento, poi qualche spiraglio, infine l’amissione: Sonus faber si prepara ad introdurre non uno ma, quasi sicuramente, due top di gamma, ognuno a suo modo rivoluzionario, tanto che sono in ballo persino alcuni brevetti; esattamente come accadeva qualche anno fa, la casa vicentina si prepara a sconvolgere il mercato con la sua visione dell’alta fedeltà!

Una buona notizia che ci rassicura e tacita le malelingue: Quadrivio, il fondo di private equità proprietario di Sonus faber e Audio Research (http://www.suono.it/newsdett.php?nid=1015) continua ad investire nel settore e non passa all’incasso… anzi. E già che ci siamo un ulteriore rumours: sembra che proprio Quadrivio sia intenzionata ad acquisire un ulteriore marchio nel settore!

Fuochi d’artificio dunque, dalle parti di Vicenza: siamo solo all’inizio, rimanete sintonizzati...

 

Paolo Corciulo

(direttore di SUONO)