|
|
|||||||||
|
Suono.it
>
Hi-Fi & Home Theater
>
Notizie
Pubblicato il: 15/07/2010
I segreti di Sonus faber; una (R)evolution?Qualche giorno fa, nella meravigliosa cornice dell'ultimo tra i palazzi costruiti al tempo della Repubblica veneziana la casa vicentina ha presentato Fenice, la sua flagship.
Di Fenice si è molto parlato con cognizione di causa o meno fin dalla sua presentazione: noi ne abbiamo seguito la gestazione (inclusa la messa punto sonora di cui trovate il resoconto nel numero 442 di SUONO, in edicola dall'11 Luglio) e proviamo a raccogliere le idee. Innanzi tutto: che cosa è una flagship? La traduzione letterale sta a significare che stiamo parlando dell'ammiraglia di una flotta (dunque il riferimento?) ma nello slang abituale del settore i modelli flagship sono qualcosa che va oltre: sono stati un flagship per Mission e Snell alcuni monumentali diffusori di cui non ricordo più il nome, anche perché mai entrati in commercio; lo è per Kef Blade, l'ormai conosciuto diffusore in carbonio che (date le difficoltà costruttive) non potrà mai essere un prodotto in commercio, neanche se i suoi ideatori lo volessero. Insomma, un prodotto flagship è un po' il modo per mostrare i propri muscoli e il proprio cervello, senza compromesso alcuno: la massima cifra stilistica e tecnica che si può raggiungere e che viene messa in pratica, ça va sans dire, se si ha davvero qualcosa di unico da dire! È questo il caso della casa italiana? Certamente per varie ragioni la Sonus faber intende segnalarci di potere e volere andare oltre l'aurica formula che l'ha caratterizzata finora: Fenice infatti al tempo stesso rompe con i luoghi comuni che hanno caratterizzato in passato i prodotti della casa ma cerca di trovare un trait d'union con quella stessa formulòa che l'ha resa famosa nel mondo. Paolo Corciulo |
|||||||||
|
Contatti
|
Scrivici
|
Chi siamo
|
Privacy
|
Pubblicità su SUONO.it
|
Credits
©2005 Suono.it - Varieedeventuali s.r.l. non è responsabile dei contenuti dei siti collegati. |
||||||||||