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Jimi Hendrix Live at Woodstok Classic Records - LP Quiex SV-P 200 Gr A testimonianza della leggendaria esibizione di Jimi Hendrix al festival di Woodstock un elegante cofanetto che racchiude 3 LP realizzato da Classic Records Le remasterizzazioni odierne, basate sui masters originali di allora, offrono una qualità sonora incredibile. All’interno del cofanetto è presente inoltre un booklet di ben 36 pagine con alcune splendide e rarissime foto di Hendrix, due avvincenti saggi di David Fricke e John McDermott, il biglietto del concerto (la data indicata è il 17 Agosto, in realtà il concerto fu spostato, per problemi tecnici, al giorno dopo, come racconta Kramer nell’intervista), un EP di 7’ contenente Izabella e Message to the universe, registrate, nei giorni seguenti, sempre a Woodstock e persino un plettro, sul modello di quello usato da Jimi a Woodstock. E’ presente, inoltre, una recente intervista del patron di Classic Records Michael Hobson a Eddie Kramer, il ”Sound engineer” di Woodstock, tramite la quale è possibile scoprire tutti i dettagli di come furono effettuate le registrazioni di allora. Davvero imperdibile! La Band of Gipsies salì sul palco di Woodstock il 18 Agosto del 1969, intorno alle 9 del mattino… Sullo stesso palco, nei giorni precedenti, si erano esibiti, tra gli altri, Joe Cocker, Janis Joplin, The Who, Jefferson Airplane, Santana, Jeff Beck, e i pochi (si fa per dire) coraggiosi spettatori rimasti (25000 circa) assistettero ad uno dei concerti più sconvolgenti della carriera del chitarrista di Seattle. Hendrix aveva da poco lasciato gli Experience, l’ultimo concerto risaliva al 29 Giugno, e viveva il momento più difficile ed incerto della sua carriera artistica. Proprio per questo Woodstock è un concerto diverso da qualsiasi sua altra esibizione live: caotico, confuso, improvvisato, a volte si ha l’impressione addirittura che Hendrix ne abbia trascurato la preparazione. Si scusa più volte con il pubblico-“I’d like to do this song… what song do we now?”-indugia a lungo nell’accordare la chitarra tra un pezzo e l’altro; tuttavia, mano a mano che va avanti, la performance, per incanto, acquista una carica incredibile, sia nella riproposizione di classici come Fire, Purple Haze, Hey Joe, Red House, Voodoo Child, Hear my train comin’, che nelle lunghe improvvisazioni, tipiche di quel periodo: Jam back at house, Woodstock improvvisation e soprattutto la celebre Star spangled banner, qui in una versione letteralmente strabiliante. Così commenta David Fricke all’interno del booklet: “Woodstock non è stato il più grande concerto di Hendrix, ma è stato il più “vero”. Tutto ciò che era giusto, sbagliato, irrisolto della sua musica e della sua carriera quella mattina venne fuori, gridato, diretto, senza filtri di ogni tipo. Jimi Hendrix voleva fare una musica profonda come il mare, grande come il cielo, vera, come vera era la sua vita. Questo concerto rappresenta come abbia provato a fare tutto questo una mattina, alla fine di uno strano, lungo weekend di Agosto, del 1969”.
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