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Cecilia Finotti
NOVELLA

Jazz - Generica
Koinè

Recensito su Suono n° 427 del 4-2009
Innanzitutto, non perché sia la cosa più importante ma perché ha a che fare solo lateralmente con la recensione vera e propria, è con piacere che salutiamo Koinè, un'etichetta che nasce nell'ambito di una conoscenza consolidata e acquisita per la musica di qualità, la leccese Dodicilune. Si apre con Cecilia Finotti, voce “nuova” con alle spalle un altro lavoro e molta attività live. Va detto subito che questo è un progetto con cui si tenta non tanto di prendere le distanze dal resto ma di delineare un percorso personale e specifico. La cosa ha già valore e positività in sé, perché di questi tempi ancorarsi al consueto è a volte una necessità e quindi provare a fare una propria strada merita un apprezzamento a parte. Ciò detto, il lavoro ci offre una voce particolare, distinta, lieve nel senso di una volontà di non aggredire ma capace di incidere e farsi ricordare, e quando questo non accade – per lo stupore di un'estensione a mille ottave o di un fragore a mille decibel – significa che qualcosa di particolare c'è. I musicisti (Pier Mingotti, Mauro Campobasso, Marco Tamburini, Mauro Manzoni, Marco Sabiu ed Ellade Bandini) danno grande qualità al lavoro, e il fatto che Cecilia scriva quasi tutto di suo è un altro plus. Qualcosa andrà limato sul versante di una raffinatezza (in testi, musiche o interpretazioni, coerentemente) che a volte viene spinta verso un intellettualismo un po' forzato, che appesantisce inutilmente una sostanza già valida e per nulla bisognosa di orpelli. Un futuro meno decorato renderà le cose ancor più belle.

Pier Luigi Zanzi
Voto artistico: 7
Voto tecnico: 7