Jazz - Generica Dodicilune catalogo: Ed256 Recensito su Suono n° 430 del 7-2009
Prosegue una costante, rilevante e piacevole fioritura di talenti nazionali in un terreno nel quale sembra che l'Italia trovi da qualche anno particolare vocazione e che dalla fine del millennio scorso rappresenta di fatto una delle poche autentiche novità capaci di trovare compiutezza e radicamento nel jazz, cioè quel connotarsi lungo e coerente di una musica che all'improvvisazione tipica del genere, semmai ammorbidita e resa meno radicale negli approcci, unisce approdi mediterranei, come pure popolari, o altre volte quasi cameristici, con un ruolo più rilevante assegnato alla composizione ed all'orchestrazione. In questo particolare modo di far jazz e musica contemporanea, che da noi ha trovato una diffusione ampia grazie inizialmente ad Egea, contribuisce ora con un livello qualitativo notevole la dodicilune di Lecce, che qui dà alle stampe un lavoro del chitarrista torinese Matteo Negrin (divertente la sua presentazione su Myspace). Il progetto vede un quartetto capitanato dall'acustica di Negrin e comprendente l'accordion di Matteo Castellari, il contrabbasso di Saverio Miele e le percussioni di Giuseppe Dimasi. Si respira un'atmosfera felicemente neoclassica, con alcuni rimandi della chitarra ai primi lavori acustici di Metheny ma con una sostanziale autonomia di fondo che porta fino alla fine tutto il lavoro con molta piacevolezza d'ascolto, senza incappare in ricerche virtuosistiche qui fuori luogo e puntando invece efficacemente alla musicalità .
Pier Luigi Zanzi
Voto artistico: 7.5
Voto tecnico: 7.5