Johann Strauss jr. Walzer e Polkas RIAS-Sym.-Orchester, Ferenc Fricsay, dir. Classica - Generica AUDITE catalogo: 95.629 durata: 1.07.32 Anno di uscita: 2009 Recensito su Suono n° 441 del 6-2010
Un gigante. Il più illustre membro della gloriosa dinastia, e figlio devotodella sua Vienna, dove nacque nel 1825 per morirvi nel 1899, Johann Strauss jr. ha lasciato nella musica occidentale l’impronta del genio. Johannes Brahms, che era legato a lui da vera amicizia, affermava pubblicamente e a voce alta, che An der schönen, blauen Donau, il Bel Danubio blu, avrebbe voluto comporlo lui; i riconoscimenti dei contemporanei più autorevoli - Richard Strauss, e addirittura Richard Wagner - non si contano, e la sua opera è ancora oggi evocata nella magia del suono, nelle occasioni più significative, senza incertezze: non c’è direttore d’orchestra che non abbia incluso nel proprio repertorio - con le Sinfonie di Haydn, Mozart, Beethoven, Brahms, Bruckner, e di Mahler - pagine di questo tra i massimi (vale ripeterlo: non si deve avere paura delle parole) compositori dell’Ottocento, secolo popolosissimo di presenze quanto meno imponenti. Il musicofilo non faccia caso alle due colonne scarse che il maggiore repertorio italiano gli dedica: la miopia mentale e culturale è una sindrome sempre più diffusa.Si parlava di grandi direttori: i più significativi, coloro che hanno potuto farlo con il peso della propria autorità - non il modesto sbacchettatore che coglie al volo qualche concerto in provincia, per raccomandazione - hanno dato, e danno, vita sonora alle partiture di Johann Strauss che non conoscono eclissi. L’archivio della RIAS di Berlino ripropone una collana di pagine straussiane registrate da Ferenc Fricsay, allievo di Bartók a Budapest, scomparso non ancora cinquantenne nel 1963, direttore tra i massimi del ‘900, e forse il più sfortunato. Si tratta di un tesoro, ricco di spirito vitale quant’altri mai, da non perdere.