Progressive Rock Moonjune catalogo: MJR 033 durata: 64,25 Recensito su Suono n° 441 del 6-2010
Barry Cleveland ha cominciato a far dischi per proprio conto dagli anni '80, ma di fatto nel tempo è rimasto un musicista di nicchia, uno dei famosi chitarristi per chitarristi. È così che siamo ora a 25 anni di carriera perlomeno in termini di produzioni discografiche ma per parecchi all'ascolto sarà un debutto. Questo progetto è un insieme di contenuti finiti nello stesso posto che per qualcuno quindi saranno pure qualcosa di un po' confusionario ma che invece stanno anche bene insieme proprio perché un po' caleidoscopici. Testi tra l'ambientalista e il politico militante, comunque di protesta e inquietudine sociale, si innestano su una struttura musicale che ha il solo difetto di non osare troppo dopo un inizio molto promettente, mantenendosi comunque su alti livelli, costruita da strumentisti notevoli tra i quali spicca il virtuoso Michael Manring, sperimentatore del basso da tempo e anche lui musicista di nicchia mai considerato per quel che effettivamente vale (e che qui non spinge comunque troppo, magari deludendo chi cerchi nuovamente le sue performance fenomenali ma raggiungendo anche una misura che ai maestri di tecnica non appartiene spesso). Atmosfere che potremmo collocare tra Pink Floyd e King Crimson vengono colorate con suoni che Cleveland sa cercare, trovare e variare con sapienza. Il risultato è succoso, interessante, ricco di stimoli e felicemente "off" in più punti, con elementi che vanno dal prog alla trance, da una sorta di psico-rock ad un ambient disturbato.
Pier Luigi Zanzi
Voto artistico: 8
Voto tecnico: 7