Perché non ci sono donne appassionate di hi-fi? (ma è vera questa cosa?) Cute as a bug

07/10/2014 Paola D'Ignazi

Non lo so, e non so neanche quanto sia vera in assoluto questa affermazione. Posso però parlare per me, perché amo la musica e mi piace ascoltarla "bene".
Lo ricordo ancora come fosse ora: era il 2001, i primi di settembre, e in redazione ci si stava preparando per il Top Audio. Fabio stava lavorando al suo progetto, i Monk, mi fece entrare in sala d'ascolto, mi chiese di chiudere gli occhi e mise su i Malicorne... e io li ebbi lì, loro erano davanti a me, con la sensazione quasi di poterli toccare, con le vibrazioni sonore che mi dicevano che stavano suonando, cantando e ballando di fronte e intorno a me. Ecco, quando devo spiegare cos'è per me la riproduzione musicale ad alta fedeltà, per me è quella sensazione lì.

Quello che invece so di non avere, entro certi ovvi limiti, è la cosiddetta fatica d'ascolto: se una musica mi piace, per me non è un problema ascoltarla dal computer su Spotify, ad esempio. Mentre mi rendo conto invece, che per Fabio è quasi un fastidio fisico per cui, quando gli dico “senti che bello questo pezzo”, e glielo faccio sentire dal mio pc, lui a un certo punto mi interrompe perché proprio non ce la fa.

Quindi, forse potrebbe essere questa la differenza? Ci sono persone che possono ascoltare la buona musica anche da una “radiolina” e altre no? Potrebbe trattarsi, banalmente, di educazione al buon suono? Quanti di noi, quando vogliono andare ad ascoltare un qualsiasi artista, un po' storcono il naso quando sanno che il concerto si svolge in qualche locale o sala dove non si sente bene? O, al contrario, quando sanno che il concerto sarà in un auditorium, per esempio, acquistano il biglietto quasi a scatola chiusa, perché il posto è già una garanzia. Quindi, si può affermare con ragionevolezza che c'è della sensibilità per quanto riguarda l'ascolto della musica dal vivo, sensibilità che però subisce un crollo quando si tratta di musica riprodotta e viene relegata all'angolino dell'hobbistica.

Gabi van der Kley, pianista e CEO della Crystal Cable, una volta in un'intervista ha detto: "I remind people that [high-end audio, n.d.r.] it's not something only a few of us can hear or enjoy."
E Gabi van der Kley è una delle poche presenze femminili nell'industria hi-fi... e forse non è un caso che proprio lei abbia colto, secondo me, il punto della questione.

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