MI AMI Festival 2019 Frammenti

05/06/2019 Guido Bellachioma

Testo e foto Antonio De Sarno

Sole e pioggia hanno caratterizzato il terzo giorno della kermesse musicale più importante di Milano quest'anno, e mentre fuori si votava per le europee (e molti dei partecipanti oggi presenti esercitavano questo sacrosanto diritto magari per la prima volta) sui palchi si alternava davvero di tutto. Un vero arcobaleno musicale e umano all'insegna di “Amor vincit omnia”, lo slogan di questa edizione. Impossibile davvero passare in rassegna tutto, anche per la contemporaneità di gran parte delle esibizioni, ma cosa possono mai avere in comune personaggi come Arisa (emblema della leggerezza di questi anni) e Giorgio Canali (icona rabbiosa e indomata del punk italiano)? Noemi (la vincitrice di un talent quando ciò rappresentava ancora una novità) e Giovanni Truppi (detto anche “l’intellettuale in canottiera”)? Bugo (troppo ingenuo per essere davvero rock?) e Luca Carboni (icona del pop farfallino degli anni '80)? Any Other (erede della Joni Mitchell più intimistica e decisamente più conosciuta all'estero che nella sua patria italiana) e la neo regina del queer pop, Veronica Lucchesi e il suo gruppo La Rappresentante di Lista, che si è vista affiancare da Francesco Dimartino, appena terminato il suo set sul palco Tidal? Che dire poi della bellezza “impossibile” di Angelica (Ex Santa Margaret), con il suo pop elegante e figlio di mille contaminazioni e la psichedelica sfrenata e senza confini dell’eroico Andrea Laszlo De Simone, la prima uscita dalla penna di Manara, il secondo da qualche racconto inedito di Pazienza? Il giorno e la notte. Insomma, nei presenti c’era solo tanta voglia di godersi una lunga giornata di musica e compagnia (nel verde dell’Idroscalo, poi) senza pensare troppo al baratro sociale imminente, la matematica certezza di tornare a casa e subire exit poll prevedibili per chissà quante ore, fino al brusco risveglio.

Sole e pioggia, e un po’ di fango. Il fango, d’altronde, aiutava a scivolare da uno dei cinque palchi all'altro. 

Innovazione assoluta dell’edizione di quest'anno, la presenza di Spaghetti Unplugged (grazie Roma!) che permette a chiunque ne abbia voglia (e, si spera, talento) di farsi conoscere su un palco (vero) al pubblico curioso e mai come ora affamato di novità. Quindi abbiamo potuto vedere e sentire una trentina di proposte, tra cui probabilmente la voce più giovane mai sentita al festival (classe 2003!), il cantante del gruppo indie-rock Neve. 

Ma tutto finisce e, come ogni anno, portiamo a casa qualche bel ricordo, non solo musicale, e la voglia di ascoltare nuovamente gli artisti scoperti per caso, come Delmoro e il suo synth-pop sognante, ma anche tanti altri. Piove, è vero, ma c’è sempre l’ombrello.

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