Pinguini Tattici Nucleari all'Alcatraz di Milano, concerto del 15 aprile 2019 Frammenti

18/04/2019 Guido Bellachioma

La band bergamasca sta ottenendo un successo notevole, che rende sicuramente felice la BPM, agenzia che ha dentro la scuderia realtà indie importanti, ma non solo: è nata dalla fusione tra la Virus Concerti ed EstragonLab. All'Alcatraz di Milano, nonostante fosse lunedì, il gruppo ha radunato una grande quantità di appassionati. Di seguito il resoconto, anche fotografico, del concerto di Antonio De Sarno.

Un po' come l'eccezione che conferma la regola, questi cinque simpatici ragazzotti di Bergamo sono passati dall’essere un piccolo fenomeno locale a fare il tutto esaurito ad un tour nazionale in pochissimi mesi. Tutto ciò senza piegarsi (troppo) alle mode musicali, ovvero quel terribile processo di estrema semplificazione e omologazione di qualsiasi proposta musicale che ambisca ad un minimo di successo (commerciale, di massa), creando un tremendo vuoto a livello contenutistico che, negli ultimi anni, ha fatto registrare un inevitabile abbassamento dell'età media del fruitore di musica. Sorprende non poco, quindi, vedere un pubblico così, stasera, alla tappa milanese che vorrebbe promuovere il nuovo Fuori Dall’Hype (il primo disco per una major, forse per segnare un ricambio generazionale) e che, invece, festeggia il trionfo del gruppo che ha scelta la via meno facile al successo, quello senza scorciatoie che prevede solo tanto duro lavoro e passione per la propria arte. Parlare di musica indipendente diventa sterile a questo punto, Sony o no i numeri sarebbero stati questi lo stesso, prima o poi. Due parole per il gruppo in apertura, i bolognesi Rovere, anch’essi con un disco appena uscito (con l’aiuto della mente dei PTN, Riccardo Zanotti). Nonostante la relativamente poca esperienza sembrano già pronti a sfidare, amichevolmente s’intende, gli headliner con la loro freschezza e capacità di comunicare dei testi, anche se, almeno secondo il sottoscritto, ci sarebbe ancora da mettere a fuoco qualcosina per quanto riguarda la personalità vocale del frontman (Nelson, noto Youtuber, anzi “daily Vlogger” con tanto di fanbase incorporata). È solo questione di qualche mese e anche loro, inevitabilmente, riempiranno le sale.

La personalità non manca certo invece a Riccardo Zanotti e co, una macchina da guerra trita-palchi ormai, che ha trovato la sua dimensione ideale anche nei testi (tasto dolente di gran parte dei gruppi “indie”, genere contenitore, che rispecchiano i modi della contemporaneità, risultando sia divertenti che romantici (e non poco) senza per questo scadere nel melenso e mantenendo sempre un dialogo schietto e divertito con un pubblico tra un pezzo e l’altro. E’ infatti l’autoironia e totale assenza di ego da star che distingue i PTN da tanti altri gruppi anche bravi per carità, quella dote umana rara nell'ambiente e la capacità di spaziare da un genere musicale all’altro senza mai perdere le proprie caratteristiche uniche, quindi sapere passare dal pop ironico al reggae, dal funky al prog drammatico di Cancelleria, uno dei due brani presenti stasera tratti dal disco d’esordio, Il Re è Nudo. La parte del leone la fa, giustamente, il nuovo album, con ben sette pezzi, ma il pubblico è tutto loro, dalla prima a l’ultima nota. Da Tetris e Irene, cantati in coro ormai, anzi, cantati proprio dal pubblico che proietta le proprie emozioni verso il palco in un gioco speculare che ci ricorda il motivo d'essere dei concerti live. Immaginando che non sia proprio facile venire alle prese con una situazione del genere ho voluto chiedere a Lorenzo Pasini, chitarrista del gruppo, se sentiva una certa pressione stasera e questo me ne da conferma, anche se ammette che la sensazione “è solo positiva”. Anzi, è un sogno che si avvera e la realtà è “sinceramente pazzesca”. A giudicare dalla marea umana che vorrebbe inghiottire il palco si può solo concordare.

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