Chi si ferma è perduto? Il giorno degli hi-fi...di

31/10/2015 Paolo Corciulo

Solo pochi mesi fa si disquisiva sul mutamento dell’offerta digitale dalla dimensione del download a quella dello streaming, ipotizzando quest’ultimo come la soluzione elettiva per la fruizione della musica incorporea che, con indovinato neologismo, SUONO ha “battezzato” come musica liquida. Oggi quello stesso streaming da eccitante opportunità sembra essere scivolato al rango di esperienza insoddisfacente (almeno in misura parziale se più del’80% dei consumatori americani lo considera poco o del tutto tale!). Al tempo stesso quest’esperienza potrebbe diventare, almeno per gli amanti della qualità di riproduzione, un’esperienza unica, mai realizzata prima e culturalmente rivoluzionaria: poter usufruire della stesso livello di performance disponibile in studio di registrazione equivale ad affermare che, infine, tra originale e copia non c’è distinzione! Ma queste cose si sanno: le ripetiamo ormai da anni...
Quel che non si percepisce, o viene percepito solo in forma di disagio, è il ritardo accumulato dalla filiera di produzione e distribuzione dell’Hi-Fi di fronte alla realtà che cambia. Anche di questo si è parlato ma come spesso accade finché non si innescano le conseguenze concrete di un ragionamento, quel ragionamento rimane solo un’astrazione (un’idea è soltanto un’idea... cantava Giorgio Gaber).
Sabato 3 ottobre è stato l’ultimo giorno di apertura di uno storico negozio di Roma (trent’anni nella stessa sede), una piazza che già non eccede per offerta Hi-Fi. Nell’augurare ai titolari di mantenere inalterata quella passione che gli ho letto negli occhi, non posso non chiedermi se, oggi, non occorra anche altro, non occorra cambiare, dopo non aver cambiato troppo a lungo.

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