Del più e del meno… Il giorno degli hi-fi...di

06/01/2020 Paolo Corciulo

Perché a volte il meno è un più...
Il doppio venti, 2020, i numeri che contraddistinguono l’anno che andiamo ad affrontare, induce a un senso di equilibrio, di perfezione che, nei numeri angelici, coglie il senso di dualità, di valore doppio, di armonia e di equilibrio, mentre lo zero, a sé stante, è indubbiamente il punto di inizio di un percorso… Si aggiunga il fatto che il 2020 è un anno bisestile e secondo la tradizione popolare sarebbe foriero di sventure (anno bisesto, anno funesto). Al netto delle credenze siamo convinti che questo sia un anno decisivo per il mercato Hi-Fi, per determinarne il percorso o per assecondarne la china a seconda della visione duale che ci viene proposta dai suoi aspetti simbolici, e in questo senso ritengo che il 2020 possa configurarsi come l’anno delle scelte. Credo da sempre (non è un’illuminazione dell’ultima ora!) che il mercato sia animato da troppi attori, non tutti di livello adeguato e credo, ancora, che l’incapacità del mercato di scegliere, di fare selezione, sia un male e non un bene, proprio come quegli anticorpi che vengono a mancare quando la malattia prende il sopravvento sulla salute. Considero illusoria l’ipotesi che una sconfinata scelta costituisca un plus per il consumatore e provo a circostanziarlo: le ricerche di marketing, in genere sui beni di largo consumo, sottolineano come di fronte a una scelta troppo ampia il consumatore si inibisca e non scelga nulla; in un segmento di mercato più elevato dove il prodotto e il servizio si elevano dal concetto di vuoto a rendere, maggiore è il numero dei prodotti di cui ci si deve occupare e minore è l’attenzione che si può dedicare a ciascuno di essi. Con splendida sintesi qualche anno fa paragonammo il mercato a un mare agitato (vedi scala Beaufort) nel quale c’era il bisogno di una bussola che indicasse da che parte fosse il giusto riparo. Ca va sans dire che noi quel ruolo ritenevamo di essercelo ritagliato! Ma chi sono io, o SUONO, per arrogarmi il diritto di timonare quel mare in tempesta? Rimaniamo piuttosto convinti che nonostante l’alta fedeltà sia un gioco (magari con regole da adulti) e ognuno abbia il diritto di giocare come vuole, il compito giornalistico che contraddistingue la nostra attività sia quello di informare e impone (o dovrebbe farlo) di stabilire comunque dei criteri minimi di analisi. L’articolo 2 (Diritti e doveri) della legge professionale 69/1963 recita infatti così: “È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede”. Questi paletti sono in gran parte di natura etica ma possono essere ricondotti in certa misura anche alle regole che ci si dà per svolgere il proprio quotidiano: così a cominciare dall’ANNUARIO del SUONO, la prima pubblicazione di questo 2020, non trovano ne troveranno spazio prodotti fuori mercato o fondi di magazzino, non appaiono aziende che da tempo hanno chiuso la loro partita IVA (e dunque l’attività ufficiale), non ci sono listini vetusti e tantomeno apparecchi considerati new entry sulla base di quei listini stessi! Allo stesso modo verifichiamo costantemente che gli attori di questo mercato siano in grado di ottemperare i criteri minimi indispensabili per definirsi “azienda” e fornire un corretto servizio al consumatore. Non è chiedere molto, a fronte della possibilità di apparire snel caso dell’ANNUARIO (lo ripeterò fino alla noia) a carattere gratuito e sulla base di una scelta democraticamente basata sull’ammontare delle informazioni (dati tecnici, prezzi, foto) forniti o da noi reperiti. Tutte le schede infatti vengono sottoposte ai costruttori/distributori per un controllo e aggiornamento e buona parte di essi collabora attivamente per manutenere il data base che da origine all’ANNUARIO. Così una straordinaria task force di oltre 150 soggetti collabora alla pubblicazione e, in maniera quasi naturale (sebbene a fronte di un lavoro di analisi, valutazione e giudizio che è l’humus dell’attività giornalistica), moltissimi prodotti vengono pubblicati mentre altri risultano esclusi in maniera transitoria o definitiva: il marchio Imago, ad esempio, ha chiuso la sua partita IVA e sebbene l’ing. Tatò ci abbia confidato che intende riprendere l’attività, al momento è escluso; stessa sorte per i bracci SME che per decisione dell’azienda verranno forniti solo in abbinamento ai giradischi della casa. Sintomatici del nostro operare i casi dei marchi Music Hall e Abarry Music. Il primo non risulta più tra i prodotti segnalati nel sito del precedente distributore e, sul sito del costruttore, alla voce partner, non appare alcun nominativo per il mercato italiano. Allo stato attuale (15/12/2019) per noi è un marchio non distribuito, quindi escluso dall’ANNUARIO! Ancor più interessante quanto attiene Albarry Music: tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 venimmo contattati con l’annuncio di una rinata produzione del marchio da parte del proprietario, Neil Burnett, che purtroppo è mancato alla fine del 2016. Non vi è alcuna evidenza che, al di là di qualche prodotto ancora in magazzino, il marchio esista ancora… Ecco, procedendo così si è via via delineato un panorama di mercato che non risente di quel rumore di fondo creato dal codazzo di prodotti non attuali o fuori mercato nel quale sono presenti solo in teoria. Un rumore di fondo che forse fa comodo a qualcuno per liberarsi di fondi di magazzino o alimentare una offerta ondivaga e poco concreta, inconsapevolmente favorita da qualche nostro concorrente che ha optato per criteri di selezione meno stringenti nel definire che cosa c’è effettivamente sul mercato e cosa no. Paradossalmente la via che abbiamo scelto è meno popolare di quella “universale” offerta dal tipico immaginario audiofilo ma reputo che in termini di concretezza (e i numeri, il riscontro oggettivo dei dati di vendita, ci danno ragione) alla fine il meno (meno prodotti) sia un più in termini di garanzia nell’acquisto per il consumatore. Prevengo così (ma non escludo e anzi le stimolo) le lagnanze di quanti come d’abitudine ci indicheranno questo o quel marchio e prodotto assente dall’ ANNUARIO: la sfida è aperta e per fortuna ci piace ancora competere, perché stimolati si offre ancora di più! Nel 2020 più pagine e più categorie con l’ingresso trionfale dei cavi, materia molto complessa da circostanziare ma colpevolmente (se non altro perché senza cavi, con qualche isolata eccezione, un impianto non può funzionare) assente dalla pubblicazione ufficiale fino a quest’anno. Non cambia la mia opinione in materia ma il punto di vista soggettivo deve lasciare spazio a quello che emerge dall’analisi dei fatti, alla ricerca di quella “verità sostanziale” che è sempre nei nostri obiettivi.
E siamo solo all’inizio!

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