Evoluzione sonora Il giorno degli hi-fi...di

10/06/2015 Paolo Corciulo

La riproduzione sonora sta cambiando pelle: cambiano le modalità della sua fruizione e cambia, inevitabilmente il mercato che, con il suo panorama di prodotti, ne definisce i confini. Chi segue SUONO queste cose le ha già sentite raccontare, anche se ora le dimensioni di questo cambiamento, fino a qui progressivo e senza particolari scosse, più che ideali o frutto di un ragionamento di prospettiva, cominciano ad assumere una dimensione tangibile.
Ho avuto la possibilità di partecipare a due eventi quasi concomitanti e a loro modo complementari, che chiariscono anche da punto di vista delle aride cifre la misura di questo cambiamento. Inoltre, fedele al motto di Agata Christie (un indizio è un indizio…), credo ci siano tutti gli elementi per intensificare la riflessione...
Cominciamo dagli “indizi” più vicini alle tematiche audiophile e dunque più semplici da comprendere; cominciamo quindi dal Munich High End, manifestazione in costante crescita che quest'anno fa segnare un incremento del 4% nella superficie espositiva. Il dato fa riferimento, in realtà, più ai padiglioni del piano terra, quelli delle esposizioni statiche o comunque più consumer, che alla parte Hi-end delle salette ai piani superiori che, al contrario, di anno in anno, va leggermente restringendosi…
Streaming player, ascolto in cuffia, prodotti maggiormente consumer, car stereo: questa la natura espositiva di questa area della manifestazione che in termini di temi più “hot” sembrerebbe fornirci informazioni in tal senso. Complice anche la scomparsa dal mercato della meccanica cd Philips CDM Pro il grande assente alla manifestazione era invece il lettore cd, con pochissimi nuovi prodotti presentati e, si aggiunga, con la decisione da parte degli espositori della parte nobile della manifestazione di utilizzare come sorgente o i giradischi (e non molti hanno le competenze meccaniche per farlo) o i lettori streaming e i convertitori USB: per i primi le competenze e la concorrenza con il settore informatico rendono ardua la possibilità di essere competitivi mentre per i secondi l’omologazione uccide l’individualità o la rende possibile solo a caro prezzo. Non mi stupisce allora che i costruttori di quel particolare segmento definito Hi-end, a fronte dei robusti cambiamenti nelle modalità di fruizione della musica, rischino di perdere la bussola. Nonostante diversi marchi che operano in questo segmento di mercato siano ora svincolati nella proprietà dai padri padroni di un tempo e in certi casi si avvicinino alla struttura tipo di una azienda, il prodotto Hi-End non sembra ottemperare le regole del prodotto di lusso, segmento a cui si rivolge, sia rispetto ad un ipotetico ruolo di status symbol che ai servizi che ne conseguono. “Rinnovarsi” è stato quasi univocamente interpretato dai costruttori con una perdente rincorsa tecnologica o con un florilegio di prodotti colorati; un po’ poco per rendere meno criptico questo segmento di mercato. Se proprio si deve muovere una critica al Munich High End infatti, è quella che in barba al pur florido mercato delle cuffie e dei lettori portatili (di cui c'era vasta rappresentanza), della generazione M (la new generation; M sta per “in movimento”!) si son perse le tracce mentre i visitatori sono rimasti uomini coi capelli grigi (quando hanno i capelli…), quest'anno un po più grigi di quello passato. Poco ricambio insomma, un vizio di sempre del settore che rischia di ossificarlo, soprattutto in considerazione del fatto che, altrove, esiste un popolo (anche molto consistente) che si confronta in altro modo con la riproduzione sonora.

Nulla che non venga spiegato dalle statistiche GFK (vedi nelle pagine di SUONO di questo mese), con dati che, a voler essere generosi, confermano che l’alta fedeltà sta cambiando pelle. Il dato positivo è costituito dal fatto che, complessivamente, il settore è in crescita, grazie anche al fatto che non c’è sostanzialmente un campo di applicazione che non guardi con interesse alle applicazioni audio! I dati di mercato certificano al contempo come il comparto più tradizionale (dove ricade l’Hi-Fi) più che calare precipita (-21%), in favore di tutte queste nuove modalità di fruizione della musica: calano gli Home Theater e gli stereo tradizionali a favore dei sistemi Bluetooth e di quelli collegati in rete.
Un elemento che rende ancor più visibile e drammatica questa metamorfosi è quello relativo alle vendite dei sistemi wireless portatili, che sono diventati rapidamente la soluzione dominante sul mercato! Un cambio di orientamento che ha cominciato ad avere ripercussioni anche sul Monaco High-end dove già da qualche anno assistiamo a diverse contaminazioni sia nella presenza di marchi che di prodotti, che strizzano l’occhio (e diversamente non potrebbe essere) ai mercati nascenti, seppur con colpevole ritardo. Il modo in cui gli alfieri della qualità (o supposti tali) declineranno queste istanze è ancora tutto da definire, anche se l’edizione 2015 della manifestazione di Monaco comincia già a fornirci un'idea...

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