Generazione boh Il giorno degli hi-fi...di

19/09/2017 Paolo Corciulo

Poco prima della pausa estiva ho avuto modo di tenere una lezione a un publico di giovani (sotto i 18 anni) provenienti da tutta Italia in occasione di uno stage a pagamento (dico questo per sottolineare che, almeno un po’, dovessero essere motivati) sul giornalismo...
Essere nati in un determinato momento storico determina in buona parte le proprie abitudini, il modo di pensare e, soprattutto, di comunicare. Non a caso ogni generazione ha le proprie icone, elementi cult differenti, aspirazioni e riferimenti. Accade anche nella musica e nel suo consumo…
Alla domanda “Quanti di voi è mai entrato in un’edicola?” nella mia platea ha risposto positivamente una sola persona, aggiungendo un po’ imbarazzato di averlo fatto unicamente per acquistare una ricarica per il telefonino… ! Alla domanda “Quanto conta per voi la musica nella vita?” all’unisono tutti hanno risposto con un “10” che, suppongo, fosse il massimo di una scala da 1 a 10. È evidente, al di là di questo piccolo test, la cui validità statistica è chiaramente minima, che ci troviamo di fronte a una rivoluzione più che un’evoluzione culturale, anche se alcuni paletti sembrano lasciare intendere che, almeno nel campo della comunicazione, più che le cose stesse è il modo di raggiungerle o di fruirne che è cambiato drammaticamente. Ma che si tratti di informazione, e SUONO inevitabilmente deve affrontare il problema di come raggiungere con il suo “sapere” le nuove generazioni, o del mercato della musica, occorre confrontarsi con nuove modalità (e prodotti che e riflettono) della fruizione musicale. Anche perché Millennians (nati tra il 1980 e il 1996) e Generazione Z (1997 - 2015), a cui appartiene il gruppo che “non mette piede in edicola” (e che, si può supporre, non legge giornali di carta) rappresentano una quota consistente dell’intera popolazione: quasi il 50% negli USA e non molto di meno da noi in Italia. Questa metà della popolazione ha abitudini e metodologie di consumo che si distaccano da quelle delle generazioni precedenti; un fatto di per sé non insolito, sebbene con l’avvento del nuovo secolo sia avvenuta una rivoluzione o quantomeno una cesura nell’evoluzione tecnica e culturale che separa i nuovi “alieni” da chi li ha preceduti: si tratta della Generazione X (1965 - 1979) e dei i Baby Boomers (1947 - 1964) a cui mi pregio di appartenere (cantando sovente Born in the Fifties - copyright: The Police) e il residuo sparuto gruppo di chi è nato prima ancora e che, al tempo, non si sentiva la necessità di etichettare. Questo accadeva forse proprio per una sorta di andamento a strappi nell’evoluzione culturale che prevede anche momenti di stanca o, più semplicemente, in ragione di strumenti in passato meno evoluti e invadenti come il marketing e la necessità di segmentare il mercato per cercarne in ogni elemento la profilazione più aderente ai reali modelli di consumo.

(l'articolo integrale è pubblicato su SUONO n.519 )

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