Il vulcano è di nuovo attivo? Il giorno degli hi-fi...di

28/11/2017 Paolo Corciulo

Con estrema lentezza il nuovo avanza anche in hifi e questa è una buona notizia non tanto per un ipotetico culto dell’innovazione ma perché nel cambiamento epocale delle modalità di fruizione della musica un elemento essenziale e decisivo nella soddisfazione dell’utente è rappresentata dlla soddisfazione in parte o del tutto dei suoi desideri e necessità. L’hi-fi e in particolare l’hi-end aveva già da tempo dirazzato in questo senso proponendo stili di consumo improbabili o inadeguati (davvero considerereste di lusso una scatola tagliente solo per il fatto che il suo costo è a multipli di zero?)
Il panorama offerto dai test del numero di Dicembre 2017 di SUONO ne è la riprova: un piccolo e economico apli cuffia che fa anche egregiamente da pre (Lehmann), un classico che, però, sente la necessità di essere in parte aggiornabile (McIntosh), un’elettroacustica che ottimizza conoscenze e cultura in materia di piccoli diffusori (ProAc) e soprattutto lui, il Teac NR-7CD, talmente versatile e multifunzionale da sfuggire ogni categorizzazione. Non tanto nelle performace assolute ma per il fatto di essere stato pensato partendo dalle esigenze d’suo, questo apparecchio comincia a delineare un ipotetico utente ben diverso dalla sclerotizzata (e anche in certi casi ironizzata) figura dell’audiofilo, pur non rinunciando a perpetrare lo scopo di far ascoltare piacevolmente la musica.
Sembra niente, sembra lapalissiano che un apparecchio per la musica svolga questo compito ma nel passato e nel recente presente non è stato sempre così! È ora, in altre parole, che ci riprendiamo tutti i nostri piaceri, perseguendoli ognuno a modo suo e declinandoli come si vuole, certamente, ma ottenendo dalla controparte (chi offre sul mercato i prodotti destinati a attuare il nostro piacere) soluzioni e strumenti che siano davvero in grado di soddisfare determinate esigenze e chiaramente lo “denuncino” piuttosto che affidarsi alle vuote figure retoriche che nel tempo il marketing ha creato e i cattivi informatori validato.
Caso – tipo: il costruttore adotta ottimizzazioni e soluzioni atte a far costare di meno il suo prodotto e ne promuove la nuova versione sostenendo che ora è la migliore di sempre. Può anche darsi che nel processo di produzione questo sia accaduto, più come effetto di risulta che come obiettivo principale, ma è giusto e doveroso che parte della ricaduta economica sia destinata al prezzo di mercato. A memoria non ricordo nuove versioni di prodotto che costassero meno della precedente...
In un panorama che cambia (fino a qualche anno fa avevate mai sentito parlare di GUI, customer satisfaction, necessita di categorizzazione e così via…?) anche le risorse informative sono cambiate e anche qui c’è del buono ma anche dei rischi tra l’altro per certi versi meno palesi e più striscianti di… carta canta.
In conseguenza da qualche mese a questa parte (e in futuro con sempre maggiore intensità) gli articoli, le informazioni e le opinioni che elaboriamo vengono distribuite dal sistema integrato (carta, sito, social network) di SUONO. La priorità con cui questo accade varia da cosa a cosa, da argomento ad argomento, privilegiando ora un media ora un altro in base alle sue caratteristiche, ai suoi pregi e difetti. Questo impegno, che per certi effetti triplica o comunque moltiplica il nostro lavoro, rappresenta l’investimento verso il futuro che abbiamo fatto: veemente, forte, veloce quanto consentito da un settore che non consente investimenti, che vive di conserva in attesa di un Godot che non può arrivare. Questo impegno consente a voi “suonisti” (o più semplicemente “lettori”, tanto per non manifestare un eccessivo spirito di corpo) di poter disporre di tre differenti fonti di informazione, triplicando o comunque moltiplicando l’informazione a vostra disposizione secondo la visione di quel “Sistema SUONO” che abbiamo già da tempo ipotizzato. Se ne fate un buon uso, potete godere di una informazione tutta basata sugli stessi criteri valoriali, sulle stesse regole, sullo stesso valore morale della pubblicazione che in 46 anni di attività avete avuto modo di apprezzare. È la grande differenza che ci distingue dall’insopportabile rumore di fondo della rete, da quelle fake news sul cui pericolo abbiamo più volte dibattuto (lo speciale “La Terra è piatta” venne concepito in un insospettabile periodo, il 2008) e che sono dannatamente di attualità. L’esperienza in merito ci ha arricchito grazie all’analisi dei comportamenti e alle tendenze, facilmente identificabili in rete (elemento di novità rispetto agli indicatori più tradizionali della “carta e basta”) ma ci ha anche consentito di intercettare molte persone che amano la musica ben riprodotta e, magari, agiscono al di fuori degli stretti canali frequentati dai cosiddetti audiofili (termine che noi preferiamo sostituire con music lover). È quanto basta per poter affermare che una spinta dal basso esiste ed è consistente, cosa importante se non indispensabile perché rappresenta linfa vitale per un settore che “non è un paese per giovani”. Se la filiera professionale che opera in questo mercato se ne renderà conto, torneranno i bei tempi di ormai lontana memoria con beneficio di tutti, anche chi è già incluso…
Noi agiamo in questa ottica e vi chiediamo (per dirla in parole povere “per il vostro stesso bene”) di farlo anche voi perché, ripescando un nostro slogan di qualche tempo fa, “in un mare agitato SUONO può essere la bussola indispensabile”!

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