L'hi-fi al tempo del Covid 19 Il giorno degli hi-fi...di

05/03/2020 Paolo Corciulo

Ebbene si, mi unisco anch'io ad un coro più che affollato di pseudo esperti, scienziati e pseudoscienziati, mestatori, preoccupati, timorosi, indolenti, capitani coraggiosi (con i complimenti a Gennaro Arma) che ce ne vuole di più... Ma conscio dei miei limiti e con il dovuto rispetto per chi ha pagato un prezzo gravissimo per questa infezione, mi limiterò a parlare di quel che conosco, ovvero della possibile pandemia in hifi! Cose di poco conto rispetto alla gravità di altre in fondo ma se persino qualche stupido in mutande e che da calci a un pallone può esprimere le sue doglianze, perché non parlare di qualcosa che ha a che fare con la musica?
E' evidente che anche in questo settore gli effetti di questa emergenza comportano sacrifici e danni collaterali di vario tipo che già hanno portato alla soppressione o allo spostamento di quelle manifestazioni considerate il motore del settore (Monaco 2020 definitivamente soppresso, Gran Galà e Milano Hi-end alla ricerca di una data post posta accettabile...). Ed è altrettanto evidente che tutte le vetrine sul pubblico (come i negozi hi-fi o di musica, i concerti ecc, ecc) proprio per la loro natura sono soggette a limitazioni e ad una contrazione che non giova a chi ci campa ma credo che questa sosta forzata e indesiderata possa corrispondere anche a un momento di riflessione che il mercato attende e che è assolutamente necessario. Obtorto collo tutti noi stiamo imparando che andare avanti anche se la strada principale al momento è ostruita, è possibile attraverso percorsi alternativi; sotto costrizione ognuno di noi sta scoprendo che esistono soluzioni al di fuori di quelle canoniche (un po usurate per altro, lasciatemelo dire) per comunicare gli uni con gli altri, anche se ci viene negato il contatto fisico.
Se i poeti torneranno a scrivere lettere d'amore per le amate/i non potendoli baciare, i commercianti scopriranno quanto poca fiducia avessero riposto nei sistemi che l'era digitale gli ha messo a disposizione per fare il loro lavoro. E noi, noi tutti, tornando a considerare un focolaio domestico quelle mura ormai diventate quasi un dormitorio, potremmo ricordarci che esiste un modo profondo, non effimero e schiavo della velocità, per provare gioia e godimento. L'alta fedeltà, la riproduzione di musica e video sono democratici compagni di questo cammino, nel senso che offrono a ciascuno, più della sola libera circolazione, la possibilità di fruire dell'opera dell'ingegno altrui!
In attesa di ripartire sulle ali di una normalità che dovrebbe trovarci più consapevoli di quel che è essenziale, utile, obsoleto... 

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