La rivoluzione è servita? Il giorno degli hi-fi...di

05/02/2018 Paolo Corciulo

1968 - 2018: a cinquanta anni dalla rivoluzione culturale e musicale che attraversò il mondo che cosa è rimasto e che cosa potrebbe succedere?
La lingua italiana si presta a più interpretazioni, soprattutto se si aggiunge all'affermazione una forma interrogativa.
La rivoluzione è servita? Le conseguenze, tanto culturali in senso lato che musicali nello specifico, di quegli anni di grande fermento si sono prima diffuse, poi depositate, poi ancora dimenticate, a giudicare da quanto tutto si è inaridito, da quanto poco oggi i grandi temi sociali, gli ideali ma anche la creatività musicale fuori dagli schemi vengano perseguiti a vantaggio di modelli sclerotizzati, narcolettici ma rassicuranti che rappresentano il tessuto connettivo per le generazioni attuali. Allora sognavamo (forse troppo) oggi affrontiamo pragmatici e senza poesia il mondo...
Accade anche in hi-fi dove la contrapposizione tra ciò che viene prodotto in maniera industriale dovrebbe costare poco ed invece costa troppo, e quel che viene fatto in modo artigianale dovrebbe trasmettere sensazioni di alta qualità e troppo spesso è solo "fatto peggio"! Che sia venuto il momento di un'altra rivoluzione, visto che il modello di sviluppo di questo settore non funziona più e, anzi, si è rotto?
Le rivoluzioni non sono più di moda, i grandi cambiamenti accadono nostro malgrado e di questo parlo, diffusamente in un articolo su SUONO 523 : le nuove forme di classificazioni dei prodotti, le nuove priorità nelle prestazioni, i cambiamenti nella filiera commerciale...
La rivoluzione è servita

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