Lavoro agile un c###o! Il giorno degli hi-fi...di

17/03/2020 Paolo Corciulo

Quella di SUONO è una delle undici milioni di utente non raggiunte dalla banda ultralarga e il paradosso è che la sede della rivista dista non più di un centinaio di metri da una centrale (a vederla abbastanza grossa) della Telecom. Proprio il fatto di essere così vicini ha fatto si che il nostro collegamento telefonico sia "diretto in centrale" e non attraverso un"armadio" (sul significato dei termini nell'ambito in questione devo soprassedere causa una certa ignoranza). Sta di fatto che non esiste, al momento, una procedura per collegare in banda ultralarga l'utenza di chi si trova in una situazione come questa! Ciò non ha frenato gli entusiasmi che con frequenza pluri-quotidiana ci vengono rivolti, fino a sfasciarci i cabbasisi (e in risposta le nostre minacce di denuncia al garante): Salve! Vuole mica passare alla fibra?.
Non possiamo cara signorina albanese, caro disco registrato, caro ignaro operatore su cui si abbattono gli strali ormai ben orchestrati di chi di noi risponde a turno: dopo le eventuali verifiche (se arriverai a questa stazione, più agognata dell'abbinata  Parco Della Vittoria + Viale dei Giardini, sei fortunato), scoprirai che per un vizio di forma tu, si, sei autorizzato a formulare l'offerta per la fibra ma poi, no, non siamo coperti e non puoi garantircela!
Nonostante questo è per merito dello smart working se il numero 543 di SUONO è stato portato a termine con tutto lo staff in condizioni di sicurezza e se il prossimo lo sarà, quando... sarà.
Però per favore non chiamatelo lavoro agile: da quanto la porta del frigorifero di casa mia mi sussurra paroline dolci h24, ho già preso un chilo, altro che agile!

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