Tendenze estreme Il giorno degli hi-fi...di

24/03/2016 Paolo Corciulo

Elementi, certezze e tendenze sembrano catalizzarsi per favorire il rilancio del settore legato alla riproduzione sonora. Il primo di questi è costituito da una generale radicalizzazione dei consumi, una tendenza ancor più evidente nel campo musicale, dove si fronteggiano da un parte il consumo immateriale e dall’altra quello più tradizionale. Quest’ultimo, a fronte di una quota erosa dall’altro, si sta trasformando in ancor più tradizionale, contribuendo alla radicalizzazione di un fenomeno mai verificatosi prima e che va ben oltre le dinamiche vintage con cui a volte “recuperiamo” il passato. È la straordinaria ri-nascita del vinile. Straordinaria ma non magica, nel senso di frutto di elementi irrazionali: il secondo elemento di questa mia disamina infatti è costituito dalla sempre più evidente difficoltà nel tradurre in ampio e stabile profitto il consumo immateriale (d’altronde è quasi una contraddizione in termini!). È un fatto che rende ancora più chiaro a chi vende musica e ne vuole fare un business che deve indirizzarsi verso una platea specifica e, a maggior ragione se non dispone di risorse e capacità dinamiche dei pochi grandi contender, deve invertire la rotta rispetto al mainstream “liquido” e generalista. In altre parole: ci si deve rivolgere a noi, ai consumatori specializzati (gli audiofili), e per farlo occorre proporre a questa platea un mezzo in grado di evocare quella qualità, quella esclusività e quei valori emozionali di cui questo pubblico è alla ricerca! Come obbedendo a una sorta di contrappasso non scritto (che ne spiega la stupefacente capacità di rinascita), proprio il vinile può rappresentare il mezzo elettivo per quella piccola fetta di una domanda universale di musica le cui dimensioni sono però oggi senza precedenti (e così anche la “piccola fetta”) nella storia della riproduzione sonora. È così che si spiega il rilancio del disco nero, un case study applicato al campo delle tecnologie (quando si è vista, prima d’ora, una soluzione al riparo dalle intemperie del tempo, in grado di resistere e risorgere dopo oltre 100 anni di vita?) senza precedenti, che da fenomeno folkloristico si può trasformare in una meravigliosa opportunità, confermata da un elemento importante: si è tornati ad investire in soluzioni tecnologiche per produrre e riprodurre vinile (ne parliamo diffusamente nel numero 505 di SUONO). Ne ha l’appeal e la forza iconica, in grado di catalizzare oggi l’universo che ruota attorno a quello che definiamolo genericamente “il mondo della riproduzione sonora”, una platea estremamente ampia e mutata rispetto al passato: non è focalizzata unicamente sui super appassionati ma, proprio per il suo appeal tocca invece molti altri segmenti, abbastanza variegati da rappresentare un palcoscenico “interessante” per un modello di business: da quello dei nuovi utenti, giovani dai bisogni più raffinati, a quello dei consumatori di musica evergreen che hanno continuato ad amarla a discapito di modalità di consumo che hanno dirazzato e assunto accelerazioni specialistiche radicali e spesso eccessive. Infine “anche” gli appassionati dello strumento oltre che (o più che) della musica, che nel ritorno al vinile possono trovare tutti gli elementi di competenza e ritualità che fanno dell’alta fedeltà il bellissimo hobby che è sempre stato e può tornare ad essere. Saranno anche grette considerazione “mercantili” quelle citate ma pongono le basi affinché il rilancio del vinile sia solido come la sua conclamata matericità... Di quel che dico sono convintissimo; quel che meno mi rassicura semmai è la tenuta di una classe di professionisti “alla frutta” per longevità ed energia imprenditoriale, trasformatasi ormai in una “setta” chiusa e autoreferenziale, dalla visione miope e spesso distorta.
Ma questo è l’anno, questo il momento: forse si potrà traccheggiare ancora, forse un altro treno passerà ma mai come quest’anno la congiuntura di elementi favorevoli (si, avete letto bene, F A V O R E V O L I!) consente quella evoluzione di settore troppo a lungo procrastinata.

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