La bellezza del sogno popolare Jazzack!

16/07/2018 Daniele Camerlengo

La bellezza di questa gente cattura l'anima, una energia che si respira appena entrati nel borgo di Vasanello, splendore della Via Amerina. Le sue stradine colme di voluttà socializzanti accolgono senza invadere la quiete viva delle mura e delle ricchezze storiche, paesaggi e spazi che amano le carezze della cultura nomade e la preziosa coltre di saggezza che ne deriva. Più sei nel cuore del paese e più la presenza delle forme d'arte si palesa, immagini di musicisti rapiti nell'oro spirituale ed impressi su carta che sembrano accompagnarti lì dove tutto ha avuto origine, un cortile favoloso, di quelli che si vedono nei film o di cui gli anziani con il loro racconto affascinante fanno immaginare. Appena dentro vedi i volti luminosi ed il brillio del sogno popolare avverato nei loro occhi. Una storia lunga quattordici edizioni, fatta di sacrifici e che da qualche anno riceve il giusto premio. Tavoli imbanditi a festa dove degustare le tipicità culinarie e poi il palco e la musica jazz che scuote le menti ed i corpi dei tanti amici e forestieri accorsi a godere della festa. Un piacere che solo in poche occasioni ho provato, questa è la formidabile empatia che caratterizza l'Ortaccio Jazz Festival ed i ragazzi dell'Associazione "Messico e Nuvole" che ogni estate realizzano questa kermesse. Il Sabato come raccontatomi è dedicato agli ottoni e per mia fortuna ho assistito alla coinvolgente performance della band di Giovanni Falzone, tra le migliore trombe europee in circolazione. La rilettura della Far East Suite di Duke Ellington dedicata all'India, un progetto di successo che dal vivo viene avvalorato dalla furia creativa della tromba di Falzone, che scorre ruvida ed accende il fuoco di dentro. Scrittura e libertà è la sintesi del concerto, le melodie che evocano realtà fantastiche, il ritmo che scatena ogni cellula del corpo e l'improvvisazione che ci fa urlare di piacere. Gioventù che scalpita ed affascina, la freschezza delle variazioni estemporanee del sassofonista Massimiliano Milesi e del batterista  e neo papà Alessandro Rossi mi hanno lasciato esterrefatto. Peccato il tempo voli via ma, felice di tornare con una pancia piena di farfalle ed il brusio vivace del sogno popolare che esulta. Lunga vita all'Ortaccio Jazz Festival.

(Fotografie di Adriano Bellucci ©)

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