Tre nello spazio a librar di suoni Jazzack!

23/01/2019 Daniele Camerlengo

Bei visi ed uno scintillìo d'occhi che si vede solo nelle migliori occasioni. Il fermento romano di vecchia data e le nuove leve sono presenti, assieme ad un pubblico curioso che alterna al brizzolato le tinte forti...questo è un segnale incoraggiante per chi ama la bellezza del jazz libero e della musica creativa. Il Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica è colmo nella giustezza dell'occasione, Michael Formanek al contrabbasso, Tim Berne al sassofono e Mary Halvorson alla chitarra sono gli interpreti dominanti dell'esperienza di suono e d'emozioni della serata. Il Very Practical Trio entra sobriamente e presi gli strumenti inizia a somministrare dosi di semiserie strutture armonico-melodiche sprezzanti. Le tessiture di suoni eterogenei, prodotti dalle dita esili quasi non umane della chitarrista del Massachusetts, arricchisce le librerie umorali e scandaglia le passioni, le paure e le segrete decadenze dell'animo umano. Il ritardo e le subitanee volate del fraseggio del cordofono portano lo scorrere compositivo nell'azione dialogante ora con il soffio di Berne e di lì a poco assiste le gravi gestazioni del contrabbasso di Formanek. La scrittura e l'improvvisazione danzano vicine e radenti, l'ambiente che contiene i tre straordinari musicisti appare equilibrato ma ognuno rende l'attimo espositivo ed interpretativo una radiazione lenta e devastante. Le corde fibrillano ed il sax scarna il lamento per farne materia solistica ibrida e promiscua. Cinque stelle tutte meritate.

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