Addio Jack? Quasi (s)conosciuti

18/10/2016 Francesco Bonerba

È dal 7 di settembre, giorno in cui l’iPhone 7 è stato presentato a San Francisco, che si discute molto della controversa scelta di Apple di privare i suoi futuri smartphone di un jack audio, connessione che vanta oltre 130 anni di vita e una diffusione planetaria. La decisione della Mela, in realtà, stupisce ben poco e si iscrive perfettamente nel mantra Jobsiano del “Think Different”, come sottoscrive Phil Schiller, vicepresidente Apple per il product marketing a livello mondiale: “Ci vuole visione e coraggio, e noi abbiamo una visione per come sarà l’audio mobile. La nostra visione è il wireless”. Non è la prima volta che la società di Cupertino decide di andare controcorrente, innescando (o prevedendo) reazioni a catena che finiscono per sconvolgere l’intero mercato; negli anni ha anticipato, tra gli altri, la scomparsa dei floppy disk, di Flash Player per browser e device mobili e dei DVD / Blu-Ray, mercato ancora vivo ma in lenta agonia da circa un decennio (negli UK, nel 2014, si vendevano 125 milioni di DVD contro i 252 milioni del 2008, mentre i Blu-Ray, a quota 17 milioni, restano una nicchia destinata a pochi appassionati). La domanda è se anche stavolta Apple riuscirà ad anticipare lo scenario di un ascolto in mobilità completamente wireless e quali sarebbero, eventualmente, i pro e i contro di un tale cambiamento. Per fare chiarezza, ecco uno specchietto di quello a cui andremo incontro se…

 

…scomparisse la connessione mini-Jack dagli smartphone

PRO

- Più spazio all’interno dei dispositivi.
Sempre più sottili, sempre più tuttofare: le telefonate sono ormai una funzione degli smartphone, diventati veri e propri computer portatili. L’esigenza di dare a un oggetto di pochi centimetri una potenza di calcolo equiparabile a quella di un laptop richiede ovviamente spazio; eliminando il mini-jack e ciò che gli sta vicino si potranno avere miglioramenti sul fronte del design e delle prestazioni (una batteria più capace, ad esempio).

- Nessuna riconversione.
La qualità audio potrebbe guadagnarci dalla scomparsa del jack. Il perché lo spiega Armin Prommersberger, Senior Vice President Technology, Lifestyle Audio Division di Harman: “La musica, che sul nostro smartphone è in formato digitale, non dovrà più essere convertita in analogico e quindi essere  ritrasformata in digitale. Grazie al connettore Lightning possiamo sfruttare un canale nativamente digitale, tagliando due volte la conversione digitale-analogica e analogica-digitale. Questo si traduce in una migliore qualità del suono e in un controllo maggiore sull’audio”.

- Il sogno di una connessione universale.
Per ora Apple non ha ancora abbandonato la sua Lightning ma se in futuro si muovesse, come già annunciato, verso la USB-C, i fruitori finali potrebbero finalmente avere un’unica connessione universale per caricare la batteria, ascoltare la musica e trasferire dati su qualsiasi tipo di dispositivo.

CONTRO

- L’adattatore.
Quei miliardi di persone che già possiedono delle cuffie, in alcuni casi anche di ottima fattura, dotate di mini-jack, dovranno per ora sopportare la seccatura di utilizzare (e in alcuni casi comprare) un adattatore, fornito già da Apple nel caso degli iPhone 7. Stessa cosa dicasi per quelli che compreranno cuffie dotate di uscita Lightning (se ne producono già diverse firmate JBL, Philips, Audeze, etc.).

…si affermassero gli auricolari wireless per l’ascolto in mobilità

PRO

- Niente più fili.
La gioia di non avere più grovigli in borsa o cavi volanti mentre si cammina o si  fa attività fisica sarà immensa.

- Sensori biometrici.
Cuffie wireless significano cuffie intelligenti, come i molti prototipi sviluppati nel corso degli ultimi anni, specie attraverso il crowdfunding. Cuffie, dunque, in grado di parlare con lo smartphone comunicandogli una serie di dati biometrici che, elaborati dalle tante app già fiorite sui vari marketplace, potranno monitorare il nostro stato di salute. E il futuro della medicina, statene pur certi, è questo (gli interessi in gioco sono colossali, tanto che nel 2013 Samsung, che con la sua divisione farmaceutica Samsung BioLogics ha poco meno di un anno fa investito 740 milioni di dollari per la costruzione di una terza fabbrica, dichiarava: “Vogliamo diventare un’azienda leader nella produzione biofarmaceutica”).

- Le nuove frontiere del wireless.
Se un colosso come Apple entra in gioco sul fronte delle connessioni senza fili, c’è da aspettarsi un rapido sviluppo verso questa direzione, che potrebbe tradursi, nel giro di qualche anno, nella nascita di dispositivi consumer in grado di ricaricarsi, trasmettere musica e passare dati senza bisogno di fili.

CONTRO

- Ricarica.
Piccole, pratiche e senza fili… senz’altro. Le cuffie wireless avranno però sempre l’handicap di essere l’ennesimo accessorio che necessita di essere ricaricato dopo qualche ora di utilizzo.

- I limiti della complessità.
Avere alle orecchie un dispositivo in miniatura comporta un’infinità di possibilità in più ma anche molte problematiche prima inimmaginabili, dalla ricezione del segnale alla compatibilità dei firmware, passando per l’usura della batteria e gli errori software dello smartphone. Insomma, se oggi per ascoltare musica in mobilità basta inserire un jack in un apparecchio, domani potrebbe non essere più tutto così semplice.

I pro sembrerebbero prevalere sui contro…
Voi che ne pensate?

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