Merry "old-fashioned" Christmas! Quasi (s)conosciuti

23/12/2014 Francesco Bonerba

Natale è alle porte e tutti sentiamo il bisogno di staccare dalla routine quotidiana per dedicarci placidamente ai nostri hobby preferiti. Cosa di meglio, dunque, che l’ascolto rilassato di quegli album che per fretta non siamo riusciti a goderci nei mesi scorsi? Capita spesso, poi, che mentre stiamo riflettendo sul tipo di musica da ascoltare, nella mente si faccia strada un altro pensiero, intarsiato di venature nostalgiche ed esotiche (il passato è sempre una terra esotica): complice l’atmosfera natalizia, si ritorna a tempi in la musica era ascoltata dai giradischi, ora soppiantati in larga misura dalle casse dei computer o dalle cuffiette degli smartphone, o veniva calorosamente diffusa nei salotti da pachidermiche radio e nei locali da luminosi jukebox, al posto dei quali oggi fanno bella mostra di sé schermi piatti su cui balenano fluorescenti cantanti pop seminude.

Ebbene, i new-stalgic saranno felici, perché è sempre più evidente come il mercato consumer si stia orientando verso la direzione di un “comodo ritorno al passato”. Capitanata e galoppata da vinili e hipster, la tendenza del momento vede una ricchissima fioritura di apparecchi antichizzati, che si prefiggono di “suonare come quelli di un tempo” e offrono forme a cui l’immaginario pubblicitario, cinematografico e televisivo ci ha abituati nel corso degli scorsi decenni. Ecco dunque spuntare, nella variopinta amalgama delle pagine di Amazon, giradischi, radio e jukebox che, nonostante l’estetica rigorosamente old-fashioned, sono tutti dotati dei moderni supporti e collegamenti.

Si va dunque dall’eccentrica Cathedral Paprika della Crosley ($ 109.95), radio che si ispira al modello in voga negli anni Trenta ma include lettore CD, memoria programmabile, display LED e radio AM/FM, al più articolato Signature Vinyl Record Player della Electrohome ($ 199.99), giradischi a tre velocità che è anche una radio AM/FM, lettore CD e lettore MP3 con ingressi USB e 3.5 mm. Per chi non si accontentasse, ci sono poi diversi modelli di jukebox elettronici, come il Kinsman ($ 999.99), e addirittura un grammofono, il PTCDCS3UIP della Pyle ($ 369.28), che fa davvero di tutto: legge vinili, CD e cassette (si, cassette!), può riprodurre musica da sorgenti USB e convertire i vinili in file Mp3.

Per chi fosse invece alla ricerca di qualcosa dal design meno ostentato e più elegante, c’è il Bluetooth Gramophone della neonata Gramovox. Si tratta di un diffusore a tromba ispirato ai modelli degli anni Venti che ha la peculiarità, come si evince dal nome, di riprodurre file attraverso collegamento Bluteooth 4.0 entro un’area di circa 10 metri. Il Gramophone, costituito da una tromba montata su un blocchetto di legno, ha un driver da 1.5’’, magnete al neodimio, 8 Ohm di impedenza, una batteria da 3300mAh che garantisce un tempo di riproduzione tra le 12 e 18 ore, amplificatore da 2W, risposta di frequenza tra 200 Hz e 15 kHz e un rapporto segnale disturbo > 100 dB. Venduto sul sito ufficiale alla cifra di $ 399.99, è il regalo perfetto per chi, come recita lo slogan del produttore, abbia voglia di “usare qualsiasi dispositivo Bluetooth per riprodurre la nostalgia e fare esperienza del suono vintage e organic di un grammofono”.

La qualità di riproduzione di questi dispositivi non sarà certamente da urlo, così come la fattura e la componentistica, ma nel loro piccolo rappresentano la dimostrazione lampante del desiderio di un pubblico sempre maggiore di trovare una via di mezzo tra le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e il fascino di vecchi supporti e dispositivi, smaterializzatisi troppo in fretta nel calderone della digitalizzazione.

Voi cosa ne pensate? Sono solo stravaganze per nostalgici, costosi giocattoli per neofiti o uno spunto interessante di riflessione anche per il mercato dell’Hi-Fi?

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