70 volte Nagra

La casa svizzera festeggia i suoi 70 anni di vita vissuti nel solco di una invidiabile coerenza di intenti. Una vera icona, senza cedimenti, nel mercato Hi-Fi, sempre più alla ricerca di concretezza.

27/02/2021
di Paolo Corciulo p.corciulo@suono.it

(estratto)

Se nel calcio non ci sono più bandiere e nella vita mancano gli eroi (e tra caporali e uomini ve n’è più dei primi che dei secondi), a maggior ragione va riconosciuto a Nagra il merito di aver saputo tenere dritto il timone nei 70 anni della sua vita, senza rinunciare a perseguire i suoi alti obiettivi e poco cedendo alle sirene del mercato o alla crescente mercificazione di idee, beni e imprese, caratteristica di questo secolo... Né si può dire che poco sia cambiato dal 1951, quando il profugo ventiduenne Stefan Kudelski (era nato nel 1929) creò il suo primo prodotto, animato da un certo ottimismo (la parola “nagra” in polacco, il paese di origine di Kudelski, ha a che fare con il verbo “registrare” declinato al futuro). “Registrerà”, ciò che Nagra ha saputo fare al meglio, ottemperando le necessità dei professionisti fino a diventare un must, sviluppando parallelamente anche deliziosi sogni per il mercato consumer. Registrerà: un manifesto programmatico declinato negli anni mentre più generazioni della famiglia Kudelski si sono alternate al comando del Kudelski Group e il panorama del mercato mutava via via sempre più velocemente, con aziende che passavano di mano o finivano in quelle della finanza. E invece gli atti e gli uomini della Audio Technology Switzerland SA, l’azienda proprietaria del marchio Nagra, una spin-off della divisione Audio dal gruppo Kudeski (che spazia nel vasto panorama della sicurezza e dell’entertainment digitale e non), hanno mantenuto il loro passo fermo senza cedimenti e con poche, pochissime esitazioni, forse ispirati dai dettami del fondatore.

Kudelski  perseguitato, Kudelski nomade e cittadino del mondo (emigrato con la sua famiglia prima in Francia e poi in Svizzera nel 1943); conosco la dinamica: ne esci distrutto e intimorito o estremamente fortificato! E il giovane Stefan Kudelski sembra appartenere a questa seconda razza: poco più che ventenne e ancora studente al Politecnico federale di Losanna presenta il suo primo registratore a nastro (Nagra I, nella foto di apertura -1951), per il quale l’anno successivo riceve il primo premio del primo “International Amateur Recording Contest”. Kudelski, appassionato di vela e ingegneria, aveva bisogno di un apparecchio da utilizzare per registrare le istruzioni per una macchina CNC che voleva costruire! Del registratore, a manovella, ne verrà prodotto un piccolo numero (6 per Radio Lussemburgo) ed evolverà nel Nagra II (1953), ancora prodotto a livello artigianale in una abitazione a Prilly (ovest di Losanna) con un piccolo staff che rapidamente diventa di undici dipendenti che lavorano a tempo pieno. Nel 1956 il numero sale a 17 e dà vita, l’anno successivo, al Nagra III, il primo ad adoperare un motore elettrico. Poi è una marcia trionfale...

[ Pubblicato su SUONO n° 551 - feb - mar 2021]

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