A proposito di Indiana Line

Alcuni rumours sull'azienda italiana hanno generato come spesso accade voci e fake sull'azienda che dal 1975 rappresenta una roccaforte targata tricolore del value for money. Abbiamo cercato di capirne di più...

15/12/2020
di Paolo Corciulo p.corciulo@suono.it

Esistono crisi da crescita e opportunità di crescita e da qualche anno il marchio Indiana Line sembrava trovarsi in una delle due fasi (o forse in entrambe), con una crescita  sui mercati esteri e il consolidamento della sua posizione di leader nel segmento di competenza in Italia. Dal 1975 ad oggi il comando di una struttura che è via via evoluta ma ha mantenuto la mentalità della "gestione del buon padre di famiglia", è stato nelle mani di Eugenio Musso che ha traghettato il marchio, dall'iniziale intuizione del nome (che faceva eco alle lusinghe e al fascino degli allora lontani States ) e la nascita come costola della Alcor (distributore degli altoparlanti marchiati Utah) fino all'approdo nel 2006 in Coral Electronic anch’essa nata nel 1975, e distributrice al tempo del marchio giapponese Coral (solamente per un caso il nome è anagramma di Alcor!). Poi il consolidamento sui mercati internazionali e oggi, con un Musso ornai a ragione tra i decani dell'hi-fi italiana, un nuovo passaggio di mano... Indiana Line infatti è stata acquisita dal distributore polacco Audio Klan anch'esso nato come realtà a conduzione familiare (era un semplice negozio) e cresciuto fino ad essere un network di 35 realtà in Est Europa più una catena distributiva che dà lavoro a 150 persone producendo un fatturato di 22 milioni di Euro (persino quest'anno la crescita di Audio Klan i è stata prossima al 30%!).
La distribuzione in Italia è stata affidata alla ASM Distribuzione, azienda creata da Marco Carlo Visonà, già con ruoli apicali in Coral, in modo da garantire continuità col passato dal punto di vista distributivo, di gestione e supporto. La struttura distributiva italiana nasce per seguire esclusivamente Indiana Line: logistica e aftermarket sono stati affidati a Suono e Comunicazione in modo da avere un magazzino centrale a Bologna che potrà continuare a seguire le richieste del mercato Italiano. Eugenio Musso, che alla soglia dei 71 anni ha deciso di alleggerire il suo carico di lavoro, dovrebbe ritagliarsi un ruolo da consulente come progettista, trasferendo quel mix di buon senso e scelte oculate di gestione che hanno fatto la fortuna di Indiana Line e che affiancate alla forza commerciale del marchio e dell'approccio internazionale di Audio Klan (sia dal punto di vista della penetrazione in altri mercati che da quello dello sviluppo dell'offerta di nuovi prodotti), fa guardare al futuro, da parte di chi ne è stato artefice, con fiducia.
Per certi versi (e lo spiegherò con maggior dovizia di particolari e di articolazione logica sulle pagine della rivista SUONO) Indiana Line si trova allo stesso bivio che caratterizzo il passaggio dalla dimensione del "Serblin pensiero" ad un fondo di investimenti per quello che riguarda Sonus faber!
E, per ora, that's all folks!

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