I’m so sexy!

Negli ’60 e ’70 l’Hi-Fi ha solleticato la fantasia e l’immaginario della gente, talvolta anche con risvolti erotici. La forma oggettiva di opera d’arte in senso olistico dell’LP materializza e sintetizza infatti l’appeal sensuale del concerto, della scultura, della pittura e del libro.

08/03/2018
di Salvatore Nocerino nocerino.salvatore85@gmail.com

In quegli anni si assiste a una grande diffusione dell’LP e in particolar modo del 33 giri (gli anni ’50 e ’60 restano ancora gli anni del 45 giri); le dimensioni maggiori offerte dal mezzo non hanno rappresentato solo la possibilità di un maggior numero di brani ma, per questioni fisiche, anche di un packaging più ampio e, in definitiva, più ricco di informazioni. Non è tutto, però, perché le maggiori dimensioni hanno dato luogo alla ricerca di un design più accattivate e orientato ad agevolare l’acquisto. Quanti di noi hanno mai acquistato o sono stati tentati fortemente di acquistare un disco perché attratti dalla copertina? L’oggetto in sé ha inoltre un’ampia componente fisica e talvolta sensuale. La storia dell’esperienza musicale è un fenomeno materiale, così come il mondo della cultura umana più in generale, che si avvale di corpi sensuali, oggetti concreti e complesse mediazioni. Il fascino del disco che gira sul piatto può magari coronare visivamente e musicalmente un appuntamento a lume di candela.
(continua...)