Leak: Re per un ventennio

La Leak fa parte di questo ristretto numero di nomi illustri con la particolarità sostanziale: che i suoi apparecchi continuano a essere desiderati, apprezzati, ascoltati al di là di qualsiasi effetto nostalgia o di mero e semplice collezionismo audio. 

26/05/2020
di PierPaolo Ferrari paolo.ppf@libero.it

Il motivo di questo affermarsi con tanta forza fra gli appassionati di mezzo mondo si spiega attraverso un’insuperabile qualità, affidabilità e longevità degli apparecchi di questa importante ditta di Londra, che hanno ottenuto un enorme successo all’epoca e continuano indiscutibilmente a ottenerlo ancora oggi!
Sebbene il vasto consenso internazionale e il grandissimo successo commerciale con le sue elettroniche a valvole nel periodo d’oro dell’alta fedeltà audio, Leak seppe conquistarsi un posto di primo piano anche per la progettazione di apparecchiature Hi-Fi come giradischi, diffusori e tuner. Sul finire degli anni Cinquanta, difatti, Harold J. Leak, forte dell’enorme successo commerciale ottenuto,  comprese che la linea dei prodotti della Casa doveva essere allargata a tutti i componenti dell’impianto audio.

Harold J. Leak con il figlio John D. (marketing manager) nel 1968, poco prima della vendita del marchio

Da più parti era stato sollecitato a offrire un range completo di apparecchi: il nome Leak era diventato sinonimo di alta qualità e gli appassionati desideravano possedere un impianto tutto Leak! Ecco così nascere, all’inizio del 1960, il rivoluzionario diffusore Leak Sandwich, frutto di precedenti anni di gestazione e prove, con diaframma del cono dell’altoparlante costituito da fogli in alluminio. Si assiste anche all’evoluzione dei tuner Leak, iniziata nei primi anni Cinquanta, con l’uscita sul mercato dell’audio del fantastico Leak Trough-Line II (1962), un vero capolavoro di tecnica e prestazione Hi-Fi. Per tutti gli anni Sessanta Harold J. Leak si cimenterà anche nella fabbricazione di giradischi e Pick-Up: nel 1968 vede la luce un ottimo giradischi, il Leak Truspeed Turntable, equipaggiato con braccio Leak Mark 4 dall’insolita curvatura.
Per la verità Harold Leak aveva già fatto costruire nel 1948 (da uno dei suoi migliori tecnici) il braccio Leak Mark 1 Moving-Coil-Pick-Up; via via questo era stato sviluppato e perfezionato a tal punto che molti eccellenti giradischi dell’epoca, come il Garrard 301 o il Thorens TD-124, ne erano equipaggiati stabilmente. D’altronde Harold Joseph Leak può essere considerato come uno dei più grandi pionieri dell’audio proprio perché ha saputo rivoluzionare completamente gli standard dell’allora nascente industria Audio!
Nel 1934 Leak aveva fondato l’omonima ditta: dal 1936, quando la casa londinese produce il suo primo finale di potenza per public address, fino alla seconda metà degli anni Quaranta, l’ingegner Leak studia con impegno un circuito che sia in grado di ottenere requisiti di eccellenza nella riproduzione del suono, sia in campo professionale che in quello amatoriale. Nel 1945 sbalordisce il mondo dell’audio con un prototipo di amplificatore che entrerà per sempre nella storia della riproduzione sonora per le sue doti insuperate di qualità e affidabilità: il finale è il leggendario Leak Type 15 Point-One che, primo fra tutti, riesce a presentare una distorsione armonica totale inferiore addirittura allo 0,1%, valore impensabile alla fine degli anni Quaranta. Nel 1947 il finale Type 15 a quattro stadi viene modificato e nel 1948 H. J. Leak presenta alla critica internazionale il nuovo amplificatore a tre stadi: è il Leak TL 12 Point-One, ovvero uno degli apparecchi meglio suonanti e più famosi nella storia dell’Alta fedeltà.

Leak TL 12 Point-One (1948-1951)

Nel 1949 inizia la produzione vera e propria del TL 12.1 che sarà adottato in moltissimi studi di registrazione sia Europei che Americani, toccando paesi anche in Estremo Oriente. Negli Stati Uniti, poi, Harold Leak avrà un successo travolgente e subito il suo amplificatore verrà acclamato come uno dei migliori prodotti audio in assoluto (foto 3). Quello che accade dopo la commercializzazione del TL 12 Point-One è una storia piena di fama e di gratificazioni, consensi positivi e vendite impensabili al giorno d’oggi. Dopo i primi successi internazionali ecco apparire sul mercato l’incredibile finale Leak TL 10 Point-One del 1954, successore del favoloso TL 12, munito di un suono permeato di una raffinatissima musicalità che ancora oggi lo fa essere uno dei migliori prodotti audio mai realizzati. Avviata verso una fama planetaria, a partire dalla fine degli anni Cinquanta la Leak rinnova la sua linea di produzione e presenta l’eccellente serie di elettroniche a tubi. Nel 1957 escono sotto una veste più moderna i finali monofonici TL 12 Plus, TL 25 Plus e TL 50 Plus; essi resteranno in produzione per un decennio fino al 1967 e le loro straordinarie virtù li faranno diventare degli autentici best-seller. I tre finali monofonici hanno linee estetiche del tutto simili e ciò che li differenzia tra loro è la potenza di uscita che ovviamente viene espressa per mezzo di tubi finali diversi. La circuitazione elettrica, i tubi d’ingresso e quelli sfasatori sono uguali, mentre lo stadio finale presenta nel TL 12 PLUS una coppia di pentodi EL84, nel 25 PLUS una coppia di EL34 e nel 50 PLUS una coppia di KT88; le potenze, perciò, sono rispettivamente di 12 Watt, di 25 Watt e di 50 Watt in circuito ultra-lineare.
Il finale mono Leak TL 12 PLUS viene prodotto a partire dal 1957 e il nome è già una garanzia: quello del leggendario capostipite TL 12 Point-One del 1948 (foto 4). Questo finale monofonico è la somma degli sforzi Leak in campo audio, forse uno dei migliori amplificatori mai realizzati; presenta una costruzione compatta e assai gradevole che da quel momento in poi sarà adottata dalla casa per tutte le sue elettroniche future. Le linee estetiche, infatti, si distaccano in maniera decisa dal passato, soprattutto nella forma del telaio, che risulta più piccolo dei modelli precedenti, e nella sua verniciatura in tre differenti colorazioni.

Leak TL 12 PLUS (1962)

Il Leak TL 12 PLUS veniva venduto in coppia con il suo preamplificatore Leak Varislope III monofonico mentre l’equipaggiamento valvolare era della massima qualità allora disponibile. Il finale montava tubi Mullard che garantivano (e tutt’oggi garantiscono…) eccellenti performance e notevole affidabilità nel tempo. All’amplificatore si potevano inoltre affiancare altri preamplificatori della casa come il Pre-Mono Leak Point-One Plus, il Leak Varislope III e, successivamente, con l’avvento della stereofonia, i preamplificatori Point-One Stereo e Varislope Stereo. Una dinastia di preamplificatori dal suono notevolmente musicale, muniti di una costruzione molto accurata che li fanno essere anche oggi oggetti desiderabili per un ascolto di elevata qualità.

Leak Varislope Stereo (1963)

Nel 1958 la Leak colloca sul mercato il suo primo finale stereo, il Leak Stereo 20, ed è subito un grande successo di vendite. L’amplificatore verrà costruito fino al 1967 in migliaia di esemplari, anche dopo l’avvento dei primi finali a stato solido; il suo responso musicale risulta dolcissimo e dettagliato allo stesso tempo e si interfaccia molto bene con i moderni componenti dell’impianto audio. Nello stesso anno viene presentato il finale stereofonico Leak Stereo 50 mentre nel 1964 esce il finale stereo Leak Stereo 60I due finali ricalcano totalmente la filosofia progettuale e le linee estetiche del Leak stereo 20 elargendo, però, potenze superiori dell’ordine di 25 e 30 watt per canale; la musicalità rimane quella dello Stereo 20 anche se con una maggior spinta dinamica generale. Sostanzialmente gli apparecchi stereofonici di questa serie sono le versioni doppie dei mono precedenti con una circuitazione denominata “a triplo anello (TL) di controreazione” o negative-feedback e un impiego di valvole quasi identico (EF86 in ingresso nella serie mono al posto del doppio triodo ECC83 sempre in ingresso nella serie stereo).
Il notevole punto di forza delle elettroniche Leak rimane l’utilizzo dei trasformatori sia in uscita che di alimentazione; oltre ai componenti di alto livello qualitativo, infatti, l’impiego di valvole di eccellente fattura e lo straordinario circuito elettrico, quello che imprime una musicalità al di sopra della media, è il trasformatore Leak (costruito su specifiche Leak dalla nota ditta Hinchley) a produrre realmente sonorità fantastiche: una miscela di suoni armoniosi e trasparenti come di rado capita di ascoltare.
Ad oggi non esiste purtroppo una tecnica di costruzione che possa uguagliare la bontà sonica di un trasformatore Leak e che quindi riesca a elaborare quella alchimia magica che solo i tecnici di allora seppero trovare. Consoliamoci, perciò, del fatto che ancora oggi, magari a fatica, è possibile reperire questi oggetti del passato in condizione ottimale, per gustare in piena era digitale il meraviglioso suono da essi prodotto!

L’era dello stato solido Leak
Nel  1967 termina la produzione di apparecchi a valvole Leak dopo un ventennio di grandi successi commerciali e critiche entusiastiche da parte di tecnici, appassionati e cultori del bel suono ad alta fedeltà. Alla fine degli anni Sessanta il nome Leak è sinonimo di alta qualità, layout professionale e alta ingegnerizzazione, un mix derivato dalla grande serietà e bravura dei tecnici di una ditta che ha saputo conquistarsi una fama invidiale in campo mondiale; il merito principale è comunque del fondatore Harold Joseph Leak, vero genio della riproduzione Hi-Fi che con lungimiranza credette nel crescente mercato dell’audio.
Dal 1968 inizia la produzione di elettroniche a stato solido che porterà alla commercializzazione di due splendidi amplificatori integrati: il Leak Stereo 70 e il Leak Stereo 30 Plus. In verità la costruzione e distribuzione di un amplificatore a transistor era già iniziata nel 1963/64, quando la Leak aveva introdotto l’integrato Leak Stereo 30, un piccolo capolavoro di qualità tecnica e bontà musicale della potenza di 15+15 watt RMS. Lo Stereo 30 verrà prodotto per cinque anni e venduto in oltre 40.000 esemplari! Questo integrato, incorporante il pre e il finale, ebbe un notevole successo all’epoca nonostante alla Leak fossero ancora in produzione le elettroniche a valvole e nonostante possa essere considerato il primo apparecchio a transistor costruito in Inghilterra e, molto probabilmente, in Europa. Ancora una volta Harold J. Leak aveva saputo guardare lontano, anticipando quel boom Hi-Fi di apparecchi a stato solido compatti che di lì a qualche anno sarebbe “esploso” in tutto il mondo.

Leak Stereo 30 Plus (1968)

Il 1968 è anche l’anno in cui Harold J. Leak matura l’idea di ritirarsi dall’azienda che aveva fondato nel lontano 1934. Le ragioni sono molteplici, non ultima la sua salute, che in quegli anni era divenuta precaria. Inoltre si era verificata una situazione abbastanza delicata per via della tassazione alquanto pesante che il governo inglese aveva applicato alle aziende del settore audio e, pertanto, anche alla Leak. Va inoltre considerato come la concorrenza, all’epoca, stesse diventando molto agguerrita: soprattutto dal “Sol Levante” cominciavano ad arrivare apparecchi quali amplificatori integrati a stato solido, giradischi, registratori e diffusori dall’aspetto ammiccante e dal prezzo assai più abbordabile rispetto a quelli occidentali. Stava, in sostanza, nascendo quella che sarebbe stata chiamata “l’invasione Giapponese dell’Hi-Fi”che provocherà un terremoto commerciale non indifferente.
La forte concorrenza, di cui si accennava prima, stava indirizzando in tal modo la strategia commerciale dei costruttori occidentali verso nuovi orizzonti, sia in Inghilterra che in America, e cioè nei Paesi più importanti del panorama dell’audio internazionale. La guida di una ditta importante e sempre presente sul mercato con apparecchi che tenessero il passo con i vari competitor stava assumendo, dunque, contorni non poco stressanti... La produzione e le vendite della Leak erano consistenti e l’azienda risultava essere in ottima “salute” con un’ottima posizione di mercato; i diffusori Sandwich avevano riscosso un ragguardevole successo commerciale nonché eccellenti giudizi da parte degli operatori di settore (il Sandwich e il Mini-Sandwich saranno gli ultimi prodotti assemblati nella sede di Londra a Brunel Road e nella filiale a Downham Market con il marchio Leak!); nonostante ciò, H. J. Leak aveva capito che se avesse voluto lasciare l’azienda, quello sarebbe stato il momento storico in cui vendere al miglior offerente. Di acquirenti, all’epoca, ce n’erano parecchi: le voci di una possibile vendita e la decisione, perciò, che stava prendendo piede, fecero in modo che ci fossero vari contendenti per l’acquisto della ditta. In primo luogo si fece avanti la storica ditta Ferrograph, famosa negli anni passati per gli straordinari registratori a bobine; poi la Farnell di Leeds, che all’epoca distribuiva gli apparecchi Tandberg, e la APT, Associated Power Transformers, parzialmente in mano al Governo inglese. Il vero interesse e l’offerta migliore, però, furono a opera della Rank Organisation con Sede a Bradford, Inghilterra, per conto del suo amministratore delegato. La Rank Organisation aveva all’epoca molteplici interessi nel settore audio e aveva acquistato nel 1959 il prestigioso marchio inglese Wharfedale. La trattativa fra la Rank e la Leak si protrasse per qualche tempo e alla fine Harold Leak accettò la consistente offerta della Rank per 1.034.000 sterline (oltre un milione di pound!) contro le altre offerte di 900.000 sterline, sia della Farnell che della APT. Una somma, questa, davvero eclatante per l’epoca, che dimostra quanto la ditta di Brunel Road valesse e fosse apprezzata e stimata in ogni angolo del pianeta! La Rank Organisation vendeva diffusori Wharfedale in un mercato più ampio rispetto alla vendita dei diffusori Leak (anche se gli speaker Leak risultavano molto più sofisticati) ma, viceversa, la Leak aveva eccellenti e avanzate competenze tecniche in merito alle elettroniche a stato solido: in tal modo i due marchi potevano positivamente coesistere. Fra le due ditte, insomma,  esistevano prodotti simili e differenti allo stesso tempo che avrebbero potuto ampliare il business della nuova proprietà.
Nel gennaio del 1969, così, la Leak divenne la Rank - Leak Organisation e Harold J. Leak, il fondatore, il padre e padrone, l’ingegnere tecnico del suono con la passione per l’alta fedeltà, l’amministratore oculato e responsabile, l’uomo che sapeva anticipare sempre i tempi con i suoi prodotti di alta qualità, stava per lasciare definitivamente l’azienda che aveva guidato e in cui aveva creduto per oltre 35 anni (si sarebbe ritirato a vita privata fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta il 27 agosto del 1989). Cominciò allora un nuovo corso che sarebbe continuato per altri dieci anni: la Sede di Brunel Road fu definitivamente chiusa nel 1971 e l’operatività della fabbrica fu spostata nella ditta di Airedale Works a Idle, Bradford, nello Yorkshire. La vendita dell’azienda comportò un riassetto sia dello staff tecnico che dei dipendenti; diverse decine di persone lasciarono completamente la sede a Londra mentre altri impiegati si licenziarono dalla filiale di Downham Market. Altri ancora, però, rimasero con la nuova ditta.
Nel 1979, orfana del suo fondatore e sotto i colpi di una concorrenza sempre più serrata, il nuovo marchio Leak-Rank Organisation chiuderà i battenti, sebbene di fatto questo leggendario brand non terminerà mai di battere nel cuore e di deliziare l’udito visto che oggi, a oltre sessant’anni da allora, tantissimi appassionati di musica e di riproduzione audio, sparsi in tutto il mondo, prediligono ascoltare musica con apparecchiature vintage Leak!

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