Leak Stereo 30: l’antesignano

Con l’amplificatore integrato Stereo 30, introdotto sul mercato audio nel 1964, inizia per la Leak l’era degli apparecchi a transistor.

21/09/2020
di PierPaolo Ferrari paolo.ppf@libero.it

In piena produzione di elettroniche a valvole, la ditta londinese anticipa i tempi di quella che sarà una vera e propria “rivoluzione” in campo Hi-Fi, rivoluzione che verrà in massima parte da molto lontano e cioè dall’America e dal Giappone. L’invasione giapponese e poi americana di apparecchi a stato solido, infatti, non tarderà molto, perché già dalla seconda metà degli anni Sessanta si vedranno comparire nei negozi di Hi-Fi di tutto il mondo decine e decine di preamplificatori, finali di potenza, integrati, registratori e tuner che impiegano la nuova tecnologia, anche se effettivamente questa tecnologia circuitale non si può definire tale perché l’invenzione del transistor risale al 1947/48. Semmai, prenderà campo in maniera intensa proprio sul finire degli anni Sessanta... Quando Leak immette sul mercato lo Stereo 30 (pre e finale di potenza incorporati in un unico chassis, dunque un apparecchio integrato) lo si può considerare il primo apparecchio transistorizzato venduto in Inghilterra e in Europa. La lungimiranza di vedute di Harold J. Leak la dice lunga sul suo impegno in campo Hi-Fi e sul suo ruolo di leader del settore audio. Fino al 1961, la Leak produceva una serie di amplificatori a valvole, nessuno dei quali presentava una progettazione a circuiti stampati tipica degli apparecchi successivi a stato solido; la ditta, anzi, stava cercando un modo per produrre un amplificatore integrato di piccole dimensioni che potesse essere sistemato in maniera ottimale dentro a un cabinet, eliminando così la necessità di avere un preamplificatore separato dal suo finale di potenza e alloggiato in punti diversi del mobile contenitore (la Leak chiamava i propri mobiletti in legno Southdown). Per questi motivi, era stato compiuto un lavoro di ricerca e di layout da parte dei tecnici della Leak per poter ridisegnare le dimensioni e il progetto circuitale del famoso amplificatore Leak Stereo 20 e del suo preamplificatore dedicato Leak Varislope Stereo. Già a quel tempo, infatti, si pensava di poter costruire un amplificatore integrato che riunisse, appunto, in un solo telaio sia il preamplificatore che il finale di potenza e che fosse tale da essere più pratico, più maneggevole e più collocabile in ambiente della coppia Leak Stereo 20 e Varislope. L’idea era quella di utilizzare nello stadio di potenza dell’amplificatore le valvole triodo-pentodo ECL86 Mullard (al posto dei pentodi EL84), che già la Rogers stava iniziando a impiegare nei suoi finali stereofonici come il Cadet Mk II del 1961/1962. Con le ECL86, due valvole racchiuse all’interno dello stesso bulbo di vetro, si potevano ridurre almeno due tubi del circuito; esisteva inoltre anche una possibilità di incorporare un sintonizzatore nello stesso progetto, idea che proveniva dal successo degli apparecchi Hi-Fi americani. L’interesse della Leak nella progettazione di un nuovo apparecchio amplificatore e quindi sulla iniziale idea di “ristrutturare” un vero best-seller come lo Stereo 20, ci fa capire come esso fosse veramente di primaria importanza per non perdere le quote di mercato che la ditta si era conquistata in un decennio. Il progetto di un amplificatore audio integrato era allettante: all’inizio degli anni Sessanta si era capito come il mercato si stesse orientando verso amplificatori molto compatti, facili da collocare e quindi integrati. Anche il fornitore ufficiale di valvole termoioniche della Leak, la Mulllard, stava spingendo con il suo rappresentante G. Cooksey affinché Harold J. Leak impiegasse i nuovi tubi triodo-pentodo ECL86 prodotti dalla Mullard stessa. Queste particolari valvole racchiudevano entro un unico bulbo di vetro due tubi ben distinti, un triodo e un pentodo, ed era facile immaginare come il loro impiego facilitasse i costi e gli ingombri per la progettazione di un amplificatore Hi-Fi. H. J. Leak, pur essendo convinto della costruzione di un apparecchio integrato, aveva qualche riserva nel riprogettare completamente il Leak Stereo 20 e il Varislope Stereo, anche per via del fatto che il nuovo apparecchio fosse di difficile sistemazione dentro il cabinet dedicato Leak.
Il progetto andò comunque avanti, tant’è che ci furono vari test sui prototipi dell’integrato a valvole con i tubi ECL86, test che diedero buoni risultati. Alla fine del 1961, quindi, la situazione alla Leak era questa: esisteva un prototipo di preamplificatore integrato a valvole già in fase di preproduzione e pronto per il lancio sul mercato ma che non aveva ancora avuto il benestare del capo della Leak. Nel novembre del 1961 un evento fece cambiare radicalmente idea ad Harold J. Leak: la pubblicazione sulla rivista “Wireless World” di un articolo a firma di due ingegneri elettronici, R. Tobey e J. Dinsdale, intitolato “Transistors Audio Power Amplifier”. Nel testo si descriveva un progetto di amplificatore a transistor in grado di fornire una potenza di 10 watt con una distorsione dello 0,25%; tale circuito si basava su di un precedente lavoro di un altro ingegnere, H. C. Lin, e impiegava una configurazione detta “Quasi-Complementary Output-Stage”. Era all’epoca uno dei primi circuiti a stato solido presentati e descritti su di una rivista di elettronica che avesse requisiti ad alta fedeltà e l’articolo suscitò molto interesse, tanto che Harold J. leak, dopo averlo letto, rimase profondamente colpito e ripensò all’intero progetto del suo amplificatore integrato a valvole! Dopo aver riunito il team dei tecnici e aver discusso sull’opportunità di sospendere qualsiasi lavoro sull’amplificatore con le valvole ECL86, H. J. Leak contattò i due ingegneri Tobey e Dinsdale per un incontro in ditta al fine di conoscere più approfonditamente i dettagli del nuovo circuito a transistor. Tobey e Dinsdale portarono alla Leak un prototipo del loro amplificatore per farlo esaminare e Harold J. Leak, dopo averlo ascoltato, chiese apertamente ai due tecnici di iniziare una collaborazione reciproca. I due ingegneri, però, rifiutarono l’offerta e così la Leak si rivolse a un altro esperto nella nuova tecnologia a transistor e cioè all’ing. T. D. Towers della PYE Electronics. Questo comportamento era tipico di Harold J. Leak: da esperto manager quale era, ogni volta che se ne presentava l’opportunità cercava di “arruolare” i migliori tecnici sulla piazza. Lo staff tecnico della Leak abbandonò così definitivamente il progetto precedente e seguì con attenzione gli sviluppi delle applicazioni dei transistor sui nuovi circuiti audio ad alta fedeltà. Gli ingegneri Leak, con a capo Ted Ashley (il braccio destro di H. J. Leak), furono coinvolti soprattutto nel circuito pubblicato qualche anno prima, nel 1956, da H.C. Lin (membro dello staff della RCA Laboratories nel New Jersey-New York), che aveva descritto minuziosamente uno schema elettrico di amplificatore che utilizzava la tecnologia quasi-complementary output-stage e che presentava una distorsione veramente bassa, dell’ordine dell’ 1% a 6 watt di potenza di uscita. Più tardi, nel 1962 e nel 1963, la Mullard pubblicò diversi disegni elettronici di amplificatori a transistor in una serie di articoli su “Wireless World” a cura dell’ing. P. Tharma, uno dei quali era configurato in Classe B con una distorsione armonica dello 0,1% che, tuttavia, mostrava punti di debolezza. I tecnici alla Leak, infatti, avevano notato come questo circuito non mantenesse stabile la sua performance se non con un accurato controllo del Bias di polarizzazione dei transistor finali di potenza. Tra il 1961 e il 1962 tutto lo staff tecnico si impegnò nella ricerca dei migliori componenti e, soprattutto, dei migliori transistor in commercio per poter elaborare un progetto generale dell’amplificatore integrato. I principali costruttori di transistor come Mullard e R.C.A. fornirono alla Leak tutta l’assistenza necessaria e anche le informazioni sui circuiti, comprese le specifiche tecniche di questi nuovi componenti, al fine di sviluppare al meglio il lavoro. In questa fase embrionale della ricerca, però, Harold J. Leak era ancora scettico: essendo molto esigente e pignolo in fatto di distorsione armonica, chiese più volte alle ditte fornitrici di avere a disposizione transistor con una distorsione molto bassa, vicino al fatidico 0,1%. Dopotutto, come ricorda Ted Ashley, la Leak era diventata famosa in tutto il mondo per il suo trade-mark, Point-One = 0,1%! Il primo prototipo dell’integrato a stato solido Leak fu inizialmente chiamato Leak Transtereo 30 per via dei suoi 15+15 watt di potenza (1962) e alla fine di quello stesso anno fu presentato un prototipo alla BSRA (British Society Radio Association) e il report fu pubblicato su “Wireless World” nel numero di maggio del 1963. I tempi erano maturi per il lancio sul mercato dell’apparecchio e si stavano creando le basi future per un’ulteriore crescita della ditta. Il passo conclusivo fu avere la disponibilità effettiva dei nuovi ed eccellenti transistor al Germanio che la Mullard fornì alla ditta. Infine, prima della commercializzazione, il nome venne cambiato nel più “orecchiabile” STEREO 30, anche per continuare la serie fortunata degli apparecchi precedenti come poi avvenne: durante i cinque anni di produzione del Leak Stereo 30, dal 1964 al 1968, furono venduti oltre 50.000 esemplari! I primi modelli mostravano un coperchio superiore in metallo molto robusto di colore grigio-nero cromato; in seguito, con l’introduzione e la dotazione dei cabinet in legno, questa copertura di metallo avrebbe lasciato posto a un coperchio in fibra metallizzata. Lo Stereo 30 fu un grande successo commerciale e la sua produzione continuò parallelamente con quella degli apparecchi a valvole fino a tutto il 1968. Le due diverse tipologie di apparecchi, quella a stato solido e quella a valvole, riuscirono a “convivere” molto bene; prova ne è che la Leak costruì un cabinet di sicuro fascino nel quale erano sistemati il tuner Leak Trough-Line Stereo a tubi e il nuovo Stereo 30 a transistor, seguito più tardi dal tuner Leak Stereofetic a stato solido e dal Leak Stereo 30 PLUS. Lo sviluppo repentino della tecnologia a stato solido portò anche altre ditte a progettare amplificatori integrati di ottimo livello qualitativo. Durante il 1963 e il 1964 sia la PYE che la Radford misero sul mercato i loro apparecchi a transistor, il PYE HFS 30T con potenza di 15 watt per canale e il Radford SC4-20 con potenza di 20 watt, entrambi con una distorsione armonica dello 0,1%. Alla fine del 1964, le ditte in Inghilterra in grado vendere apparecchi a stato solido erano circa una dozzina. Questi integrati, però, non ebbero il successo commerciale dei Leak a transistor.

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