In prova: Synthesis DC 90+

Archiviata definitivamente la serie Nimis, con la quale l’italiana Synthesis si era fatta portavoce del triplice concetto “economico, a valvole e di bell’aspetto”, la casa marchigiana non rinuncia ai suoi capisaldi anche se decide di declinarli con valenze leggermente differenti con la linea Roma.

14/02/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

Economici gli apparecchi ora lo sono un po’ meno (anche se i 1.400 euro del Nimis, introdotto nel 2002, e i 1.900 del più piccolo degli ampli Roma, al netto dell’inflazione, sono abbastanza simili...), a valvole indubbiamente ancora, rispettosi dell’immagine ancor di più, visto che l’aspetto è quasi un’ossessione per il costruttore che, infatti, ogni apparecchio della serie Roma lo propone in ben tre vesti estetiche anche molto differenti di prezzo, nella misura in cui l’apparecchio sia dotato di frontale di legno, in alluminio e in alluminio colorato...

Le caratteristiche

Amplificatore integrato Synthesis Roma 96DC
Prezzo: € 1.990,00
Dimensioni: 26 x 20 x 38 cm (lxaxp)
Peso: 18 kg
Distributore: MPI ELECTRONIC SRL
Via De Amicis, 10/12 - 20010 Cornaredo (MI)
Tel.02.936.11.01 - Fax 02.93.56.23.36
www.mpielectronic.com
Tipo: stereo Tecnologia: a valvole Potenza: 2 x 25 W su 6 Ohm in classe A Accessori e funzionalità aggiuntive: Telecomando Risp. in freq. (Hz): 20 - 20.000 THD (%): < 1 S/N (dB): 90 Phono: MM ( mV/47 kOhm) Ingressi analogici: 2 RCA (300 mV / 50 kOhm) Ingressi digitali: USB Hi-Res Uscite analogiche: 1 RCA Note: Valvole per canale: 2x EL34 / 6CA7 - 12AU7 / ECC82. Disponibile finiture: Wood, Dark, Black: Versione Roma 96DC+ con ingressi digitali ottico, coassiale e USB per PCM e DSD a 2.290 euro.

Il 96 DC, il più piccolo ed economico della serie (ecco perché il paragone con il Nimis ci è venuto spontaneo) viene proposto poi in due versioni, con e senza convertitore a bordo. Più in generale l’intera linea Roma è quella delle tre proposte (ci sono poi la serie Action ad alta potenza e la Metropolis con i dual mono) che tiene più conto dei grandi mutamenti che hanno caratterizzato l’evoluzione delle condizioni di ascolto della musica: convertitori, ascolto in cuffia, persino ibridi valvole / classe D! Il che per un costruttore che realizza i suoi apparecchi a mano (i trasformatori, in particolare, sono un’esclusiva della casa) e completamente in Italia non è cosa da poco.
Dal punto di vista sonoro colpisce immediatamente il fatto che l’apparecchio sia caratterizzato da un’impronta sonora molto lontana dallo stereotipo di come dovrebbe suonare un valvolare e non si tratta di una condizione transitoria dovuta a un modesto riscaldamento o alla mancanza di rodaggio in quanto permane anche dopo che si è messo l’apparecchio nelle condizioni di lavoro. In particolare, utilizzando l’ingresso USB o la scheda D/A, il suono offerto dal 96 DC+ è estremamente algido con poche concessioni al calore e alla rotondità tipica degli apparecchi a valvole. In un’ipotetica tavolozza sonora l’apparecchio virerebbe verso i colori freddi dell’inverno senza che questo però generi fastidiosi effetti, soprattutto in gamma alta dove invece la riproduzione è piacevole e lascia apprezzare le nuance delle voci e degli altri strumenti che emettono in questa porzione della gamma di frequenza. Un’impostazione, quindi, che ha ben poco da essere confusa con i tipici valvolari spenti e con poca verve, ma al contempo mantiene un gusto che, in genere, fa parte principalmente delle amplificazioni a tubi. All’altro estremo la riproduzione è sempre mantenuta nei ranghi, mai debordante anche se un pizzico di articolazione in più non guasterebbe, come anche una maggiore estensione verso l’estremità assoluta della gamma. La neutralità dell’apparecchio, che tende a farlo scomparire sulla scena piuttosto che esaltarne la presenza, è corroborata da un’ottima capacità di ricostruzione della scena sonora, ampia di dimensioni e con piani sonori ben scanditi dall’apparecchio, che non esagera mai nelle dimensioni degli attori che la occupano ma nemmeno ne riduce corpo e valenza.

[ Pubblicato su SUONO n° 513 - febbraio 2017]

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