Lehmann Drachenfels: il test

Dici Lehmann e pensi agli stadi fono, visto che il Black Cube ha fatto storia, anche se dall’introduzione del primo ampli per cuffia (Linear - 2004) questo segmento di mercato ha rappresentato motivo di orgoglio per il costruttore tedesco.

28/11/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

Le caratteristiche

Amplificatore per cuffie Lehmann Audio Drachenfels
Prezzo: € 550,00
Dimensioni: 16 x 4,3 x 12 cm (lxaxp)
Peso: 0,5 Kg
Distributore: Audiogamma
http://www.audiogamma.it
Tipo: Stato solido Potenza (W/Ohm): 0.180 su 33 - 0.110 su 330 Risp. in freq. (Hz): 10 - 35.000 THD (%): 0,006 Ingressi: RCA Uscite: RCA, 2x cuffia 6,3 mm Neutrik Impedenza cuffie: 47k S/N (dB): 85 Dimensioni (l x a x p) cm: 16 x 4,3 x 12 Peso (kg): 0,5

L’ampli cuffia Lehmann Drachenfels ottempera i canoni rigorosi ed essenziali che caratterizzano il marchio e che lo stesso Norbert Lehmann ha illustrato nell’intervista che ci ha concesso, apparsa nello scorso numero di SUONO: volume, due ingressi, tasto di accensione e nulla più da offrire a un primo sguardo! La “ciccia”, semmai, è all’interno e prevede innanzitutto uno slot per la connessione di schede aggiuntive che consentirà (all’uso futuro andrebbe aggiunto per onestà intellettuale un condizionale, visto che con le architetture modulari si sa quando si comincia ma non quando si finisce...) di sviluppare versioni con più o altri ingressi, nuove funzioni e moduli (quelli previsti sono connessioni di rete cablate e non, USB, Bluetooth e, inevitabilmente, una sezione di conversione D/A) che amplieranno le possibilità di utilizzo del prodotto. Tutto quello per cui il settore dell’ascolto in cuffia ha rappresentato il banco più avanzato dove sperimentare le conseguenze del cambiamento delle modalità di ascolto della musica, con la relativa scomposizione della categorie merceologiche e l’atomizzazione delle funzioni degli apparecchi. Per ora (e per paradosso questa è la vera novità) il Drachenfels è “solo” un tradizionale amplificatore per cuffia il cui compito, in omaggio alla filosofia Lehmann, è semplicemente uno: suonare in maniera trasparente senza condizionare il messaggio sonoro. In occasione del suo lancio, nella versione ancora prototipale, il Drachenfels veniva presentato attorniato da ogni tipo di cuffia con l’invito a provarne più d’una, sottintendendo che questo compito l’apparecchio lo svolge anche nelle più gravose e variegate condizioni di utilizzo che gli si possono presentare! Il secondo e decisivo elemento che caratterizza l’apparecchio è proprio questo: soluzioni circuitali pensate per non essere influenzate dal carico, condizione certo più semplice da ottemperare con segnali di modesto livello ma non per questo facile, come ben sa qualunque appassionato dell’ascolto in cuffia...

All’esterno, a contatto con l’utilizzatore, la versione standard del Drachenfels prevede invece un ingresso linea RCA e un’uscita nello stesso formato in modo da poterlo utilizzare per gestire direttamente una coppia di diffusori attivi o un finale di potenza, fungendo a tutti gli effetti da pre, minimalista quanto si vuole visto l’unico ingresso ma pensato per utilizzi anche di qualità, visto che lo stadio di uscita è a bassa impedenza:  sul pannello frontale c’è infatti la manopola del volume con guadagno di 12 dB, due uscite per la cuffia Neutrik placcate in oro da 6,3 mm e il piccolo tasto di accensione. Il pannello posteriore è invece studiato fondamentalmente per una rapida rimozione in modo da essere sostituito da quello con i fori adatti alle opzioni aggiuntive che si vorranno aggiungere (il primo ad arrivare dovrebbe essere il combinato disposto DAC / USB / ingressi digitali coassiale e ottico) anche se, ci chiediamo: si dovrà affrontare il problema di come poter selezionare i differenti ingressi (occorrerà cambiare anche il pannello frontale?). Sarà tutto da vedere se poi un modulo escluderà l’altro oppure se ci saranno moduli con più di una funzionalità a bordo! Lo spazio è quel che è, e sul pannello anteriore non c’è al momento la possibilità di inserire commutatori o altri controlli oltre quelli presenti. Considerato comunque che Lehmann “domina” la parte analogica dei sistemi di amplificazione, attendiamo con impazienza le nuove proposte. Il tutto realizzato in un formato quasi tascabile anche se, in questi casi è bene sottolinearlo, l’apparecchio funziona solo collegato alla rete di corrente. Tutto qui? Si, con la logica delle cose “di una volta”...

Da un punto di vista timbrico l’apparecchio risulta estremamente equilibrato lungo tutto l’arco di frequenze, riproponendo strumenti e voci in accordo con le disposizioni originarie (cosa che in particolar modo abbiamo avuto la possibilità di verificare con i dischi di nostra produzione) senza nulla aggiungere o togliere. Un po’ a sorpresa (i luoghi comuni sono difficili a venir scardinati) un apparecchio così piccolo ha saputo offrire questa stessa filosofia e un grado elevato di qualità anche nell’utilizzo come pre (l’inserimento della cuffia in uno degli ingressi inibisce l’uscita linea, l’altro no) dove è stato paragonato ad apparecchi di costo equivalente ma anche a  modelli di maggior costo nei confronti del quali non sfigura affatto, anzi! A tutti gli effetti l’uscita linea può considerarsi Hi-Fi, e anche di quelle buone e questa è l’Hi-Fi che ci piace di più! 

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[ Pubblicato su SUONO n° 521 - dicembre 2017]

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