Lidl e Aldi all’inseguimento del vinile News

Le due note catene stanno commercializzando da qualche mese nei loro punti vendita inglesi dei giradischi super cheap.

01/03/2017
di Francesco Bonerba francescobonerba@suono.it

Giradischi e discount: un ossimoro divenuto realtà qualche tempo fa quando sia Lidl che Aldi, multinazionali tedesche (rivali) con migliaia di supermercati sparsi in tutta Europa, hanno cominciato a vendere nei loro punti vendita inglesi dei giradischi low cost – e con low cost intendiamo tra i 30 e i 50 euro, prezzo che fa sembrare i Crosley dei prodotti audiofili.

Già nel 2015 alcune importanti catene inglesi, inclusa la gigantesca Tesco, avevano iniziato a vendere vinili tra le fila dei propri banconi; Lidl deve evidentemente aver pensato che i tempi fossero maturi per iniziare a vendere anche giradischi. Così a novembre 2016 ha commercializzato a 50 sterline un giradischi all-in-one per 33, 45 e 78 giri con due altoparlanti incorporati e un’uscita USB. Lo produce la ION Audio, azienda statunitense che sul suo sito, tra i punti vendita dove reperire i propri prodotti, annovera moltissime catene di supermercati e articoli casalinghi (c’è perfino un negozio di giocattoli) che poco o nulla hanno a che fare con l’audio.

Per non essere da meno immediatamente dopo Aldi ha messo in vendita un giradischi a valigetta con le stesse caratteristiche di quello Lidl ma a un prezzo più contenuto: 30 sterline. Sul sito si legge: “Nostalgia e design retrò: gli amanti della musica non ne hanno mai a sufficienza, e questo Natale il Vintage Suitcase Turntable porterà certamente il sorriso sui vostri volti”. Il sorriso senz’altro di qualche neofita intraprendete tornato a casa con la bella ed economica valigetta e quello (beffardo) di chi già immagina i disastrosi effetti del giradischi sui vinili…

A questo punto, però, ha poca importanza la qualità in sé del prodotto: mutuando l’aforisma di Oscar Wild, “Non importa che suoni bene o male, l’importante è che suoni”. Perché la comparsa (surreale) del giradischi in un luogo delle masse come il supermercato se da un lato fomenta insensatamente la moda nostalgica di questi ultimi anni, dall’altro riporta l’attenzione di tanti, soprattutto giovani, sull’“hardware” giradischi e sul “software” vinile. Le possibilità che alla fine per alcuni o addirittura molti la curiosità per il disco nero si trasformi in autentica passione per l’Hi-Fi sono senza dubbio di più rispetto a un decennio fa, quando questo mondo era relegato a sparuti negozi audiofili, polverose cantine e mercatini dell’usato.

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