Prism Sound Callia: il DAC tutto fare

 Allo scorso Munich Hi-End Prism Sound, uno dei produttori cosiddetti “rinomati” di strumenti digitali utilizzati in sala di registrazione, ha esordito nel settore domestico con un unico prodotto, il Callia. SUONO lo ha provato...

25/11/2016
di A cura della redazione redazione@suono.it

Il Callia è un DAC a circuitazione simmetrica dotato di controllo di volume che può funzionare come pre e che, essendo dotato di uscita cuffia (e controllo tramite deep switch del suo livello di sensibilità), funge anche da ampli cuffia, in omaggio a quella commistione ormai dilagante che caratterizza gli apparecchi, in particolare quelli che operano nel domino digitale, e che sta ridisegnando le mappe e le categorie di pensiero in Hi-Fi. Primariamente un DAC, come da definizione della stessa casa, il Callia è il frutto dell’ultima infornata di apparecchi della casa di cui condivide gran parte dell’architettura e l’utilizzo di un chip di conversione, Cirrus Logic CS 4398, che non mancherà di suscitare ampie discussione nell’enclave degli audiofili. Si tratta infatti di un chip non dei più recenti e con qualche limitazione in fatto di formati riprodotti, segnatamente per il DSD, formato per cui il capo degli ingegneri Prism, Ian Dennis, non nutre grande simpatia e, con fare tipico della mentalità inglese, non fa nulla per nasconderlo. Per sommi capi: il formato FDS non viene trattato in maniera nativa ma attraverso il DoP (DSD over Pcm).

Non è l’unica scelta radicale adottata dall’azienda: nella ripartizione delle energie e degli investimenti profusi nel Callia appare a prima vista il fatto che molto si è puntato sull’elaborazione a monte del segnale (sono presenti due potenti processori a tal scopo) e del suo timing nella logica secondo cui la cosa più importante è far transitare un segnale della massima qualità demandando agli oggetti che lo tratteranno “a valle” (convertitore, stadio analogico) il compito di... fare il loro dovere!

Le caratteristiche

Convertitore Prism Sound Callia
Prezzo: € 2.171,60
Dimensioni: 28,5 x 5 x 24,2 cm (lxaxp)
Peso: 2,1 kg
Distributore: Funky Junk Italy srl
http://funkyjunk.it
Sistema di conversione: Cirrus Logic CS 4398 Frequenza di campionamento (kHz): PCM 32/384, DSD 128 in DoP THD (%): 0.00045 Ingressi digitali: USB 2, coassiale, ottico Uscite analogiche: RCA, XLR, cuffia Note: DAC, pre e ampli cuffia a bassa impedenza con regolazione della sensibilità

Nel Callia, però, vengono enfatizzate la funzione di ampli cuffia (con la presenza di una serie di preset regolabili sul pannello posteriore che regolano l’impedenza di carico per la cuffia in intervalli compresi tra minore di 32, tra 32 e 50 e maggiore di 50 Ohm) e quella di pre digitale: non sono previsti ingressi analogici nell’apparecchio ed è presente un’uscita linea RCA e XLR. L’uscita linea e quella per cuffia sono regolate in maniera indipendente tramite due potenziometri, rispettivamente grande e piccolo, uno digitale (con una serie di led che si accendono via via che aumenta il volume) e l’altro analogico, presenti sul pannello anteriore che ospita anche un’interfaccia grafica di natura minimalista, costituita da due schiere di led. Una informa l’utilizzatore sul tipo di ingresso utilizzato; l’altra, un po’ criptica, informa sulla frequenza del formato PCM (44,1 o 48 e suoi multipli) e per il DSD (2x e 4x) e sulla risoluzione in bit del segnale. Il formato nativo a 32 bit viene indicato dall’accensione dello stesso led che segnala la risoluzione a 24 bit ma in un colore differente (rosso invece che blu). L’apparecchio ripropone sonorità estremamente pulite e poco colorate, con una mancanza di enfatizzazione che pur risultando elevata in termini di trasparenza non rischia di rendere atone le performance. Mai duro né troppo analitico il Callia si fa apprezzare per la sua capacità di ricreare una scena sonora forse non debordante ma costante e salda, dove la parte alta della gamma di frequenze viene riproposta a livelli decisamente superiori alla classe di appartenenza mentre all’estremo opposto della banda l’impatto e l’articolazione sono tali e senza enfasi da sembrare quasi ridotti, anche se così non è. Semmai l’unico appunto può essere mosso  al segmento di gamma medio bassa dove, specialmente nelle voci, un maggiore calore sarebbe stato gradito.

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[ Pubblicato su SUONO n° 511 - novembre 2016]

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