ProAc Response DB 1, ottimo mindiffusore

DB1 oggetto di questo test derivano dagli One SC attraverso la parentesi dei Response D1 e nascono con l’intento di alzare l’asticella delle ambizioni di un minidiffusore, almeno nei confini di un ambiente di piccole e medie dimensioni.

28/11/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

L'impianto utilizzato

Diffusori ProAc Response DB 1
Prezzo: € 3.275,00
Dimensioni: 18,2 x 32 x 28 cm (lxaxp)
Peso: 8,8 Kg
Distributore: Audio Reference
http://www.audioreference.it/
Tipo: da supporto Caricamento: bass reflex N. vie: 2 Potenza (W): 20 - 100 Impedenza (Ohm): 8 Risp. in freq (Hz): 35 - 30.000 Sensibilità (dB): 87,5 Altoparlanti: tweeter a cupola in seta da 1'', woofer da 5 a corsa lunga Rifinitura: ciliegio, frassino nero, mogano, acero, bianco, ebano e palissandro (3.755 euro) Note: bi-wired

Il nome ProAc, derivante dalla contrazione delle parole Professional e Acoustic, deve la sua fama alla produzione di diffusori di qualità altamente stimati nel mondo Hi-Fi. ProAc è indissolubilmente legata alla figura di Stewart Tyler, progettista e anima dell’azienda il cui successo è maturato grazie anche alla realizzazione di minidiffusori. I Tablette, molto amati dagli appassionati, si sono inseriti perfettamente tra i migliori rappresentanti nel settore delle shoe-box ben suonanti con l’ambizione di superare i limiti dinamici dei capostipiti della categoria, gli LS3-5a. ProAc ha interpretato il tema dei Tablette con diverse versioni che si sono succedute nel tempo, inanellando una lunga serie di successi. Dal 1979, anno del loro debutto, i Tablette sono una presenza costante nel panorama variegato dei mini diffusori e sono divenuti un classico. Particolarmente apprezzati dagli appassionati sono stati gli One SC, una declinazione dei Tablette in chiave più audiophile che ha dischiuso nuovi orizzonti ai diffusori di piccola taglia. Gli One SC erano infatti capaci di notevole estensione sulle frequenze basse e di inusitata cattiveria dinamica. I DB1 oggetto di questo test derivano dagli One SC attraverso la parentesi dei Response D1 e nascono con l’intento di alzare l’asticella delle ambizioni di un minidiffusore, almeno nei confini di un ambiente di piccole e medie dimensioni. Si propongono infatti di ricreare quell’immagine sonora ampia e dalle dimensioni grandi degli elementi che la popolano tipica dei sistemi di altoparlanti di grossa taglia. Sicuramente un obiettivo complicato da conseguire che sotto certi aspetti può apparire velleitario dando un primo sguardo ai DB1. Sono così piccoli! Eppure… Il dato di fatto è che le case stanno diventando sempre più piccole, con soffitti più bassi e ambienti di minore metratura/cubatura dove ascoltare la musica. È difficile trovare soggiorni da oltre 35 mq dove collocare diffusori da pavimento che possano godere di spazio sufficiente in cui esprimersi a dovere senza entrare in conflitto con le pareti della stanza. Perciò molti appassionati sono costretti a ricorrere ad acustiche più piccole per non riempire di nefaste risonanze la propria sala di ascolto. Le quali, tuttavia, generalmente costringono ad abbassare le aspettative in termini di resa della scena sonora e impatto dinamico. Eccoci dunque al motivo di esistere di queste DB1 che, per l’appunto, si propongono di fare la figura delle grandi pur essendo piccine.
Sebbene i DB1 siano facili da pilotare e vengano perciò facilmente mossi anche da amplificazioni non particolarmente dotate sotto il profilo energetico, i risultati più entusiasmanti li abbiamo conseguiti quando ai loro morsetti erano collegati cavi provenienti da amplificazioni potenti e aggraziate. Se adeguatamente pilotati i DB1 dimostrano sorprendenti capacità dinamiche. Ereditano la cattiveria degli One SC ma riescono a superare i limiti già molto elevati delle progenitori. I DB1 spariscono nella stanza, riproducendo nel contempo una scena acustica eccellentemente rappresentata in tutte le dimensioni. In questo ampio soundstage sono raffigurati con grande precisione tutti gli elementi presenti nella riproduzione. Le grandi capacità analitiche dei DB1 sono determinanti nel conferire una encomiabile stabilità e messa a fuoco della scena acustica. Questi DB1 un piccolo miracolo lo fanno ed è quello di risultare piacevoli e musicali pur essendo un sistema estremamente rivelatore. In questo, a nostro parere, superano gli One SC che, in sintesi, risultavano più affaticanti. In conclusione si può dire che con i DB1 Stewart Tyler sia riuscito nell’intento di creare un minidiffusore in grado di ridurre alcuni dei limiti intrinseci della categoria. Questi ProAc suonano forte e bene. In un ambiente non troppo grande riescono a non fare rimpiangere in quanto a sostanza e a dimensioni dell’immagine acustica un diffusore da pavimento bypassando tutte le problematiche di compatibilità ambientale che un diffusore di grossa stazza e, senza particolari soluzioni di ottimizzazione ambientale, incontra in ambienti non particolarmente ampi. Scusate se è poco…

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[ Pubblicato su SUONO n° 521 - dicembre 2017]

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