Quale futuro per B&W?

Dopo i rumours relativi alle dimissioni di una parte consistente del board di B&W Group (Gideon Yu - Presidente Esecutivo, Greg Lee - CEO, Dave Liu - direttore), nuovi rumours vogliono Bowers & Wilkins e la società proprietaria dei marchi Denon, Marantz e Polk Audio in trattativa per l'eventuale acquisizione di B&W. Il punto sulla situazione...

Quale che sia la scelta o la comparsa di outsider, il compito di Joe Atkins a cui è stato affidato il compito di traghettare verso il futuro il gruppo di cui è ancora uno dei esponsabili (glli abbiamo sottoposto le nostre domande ma al momento non ci ha risposto) non sarà semplice. Dalla sua il marchio ha un expertise invidiabile, un know how sconosciuto alla maggior parte dei concorrenti e la forza di fuoco di un laboratorio di ricerca all’avanguardia per il settore. I risultati finanziari  degli ultimi anni, però, fanno pensare comunque a una necessità di cambiamento: al momento della vendita ad EVA il fatturato era sceso a 115,5 milioni di sterline per l’anno conclusosi il 30 settembre 2015, in calo rispetto ai 123,6 milioni di sterline dell’anno precedente, mentre gli utili al lordo delle imposte erano scesi a 655.000 sterline da 6,4 milioni di sterline nel 2014. Tempi di avviamento e messa a punto delle strategie commerciali possono aver condizionato, in questi quattro anni, i risultati, anche se secondo recenti dichiarazioni dell’azienda Il marchio ha appena goduto di uno dei suoi migliori trimestri di vendita in assoluto, ha un portafoglio ordini completo per i suoi diffusori premium della Serie 800 Diamond e ha vinto numerosi premi per molti dei suoi prodotti appena lanciati”.
I margini di manovra per Atkins sono ancor più stretti per due ulteriori motivi: il primo è che gli orizzonti del mercato Hi-Fi sono mutati e già al tempo della vendita B&W si era riposizionata, con la  Serie 800, in un segmento di mercato più elevato, perché le condizioni di mercato (vedi anche la decisione di Tannoy di spostare tutta la produzione in estremo oriente) imponevano nuove strategie; il secondo è che la crescente integrazione tra elettronica di consumo e informatica sembra valorizzare principalmente le aziende provenienti da questo secondo settore e la stessa B&W (che pure è stata tra le prime aziende del settore Hi-Fi a intuire le potenzialità delle nuove frontiere dell’ascolto musicale - la casa inglese prevedeva di ottenere negli anni circa il 50% degli introiti dalla divisione multimedia!) non sembra aver conquistato una leadership in merito. Lo Zeppelin e i suoi discendenti non hanno scalfito Sonos (peraltro anch’essa in difficoltà: l’azienda ha registrato un calo delle vendite a due cifre, -17%, con un fatturato di 175,1 milioni di dollari rispetto ai 210,2 milioni di dollari dello stesso trimestre, nel 2019) e i pur buoni risultati delle cuffie non scalfiscono una leaderschip costituita da modelli molto più consumer di quelli proposti da B&W. Atkins avrà a che fare con un mercato che ha sancito il non successo (non proprio un insuccesso) dei modelli di sviluppo proposti da Focal o Sonus faber ai loro investitori, che sono stati però la ragione stessa di quegli investimenti! E al momento non sono chiare quali siano le alternative, almeno in merito all’Hi-Fi, per le aziende che sono troppo piccole per essere grandi e troppo grandi per essere piccole, almeno nei termini in cui ciò è inteso nel mercato consumer generale.
La soluzione che B&W adotterà, la scelta intrapresa da Atkins o chi per lui rappresenterà dunque un modello, un riferimento speriamo positivo, di dove indirizzare la barra di quei marchi che per la loro natura stessa costituiscono un traino per tutti gli altri e, in definitiva, per il mercato Hi-Fi!

15/06/2020
di Carlo D'Ottavi

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Mentre Sound United ha annunciato di aver stipulato un accordo preliminare per l'acquisizione di Bowers & Wilkins, con il marchio britannico di altoparlanti  risponde che sta valutando le opportunità e gli sviluppi che questo accordo potrebbe offrire loro.

15/06/2020

Qualche mese fa dimissioni di massa

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15/06/2020

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