Teac NR-7CD: nuova generazione

Ecco un dispositivo multitask a cui mancano solo un paio di altoparlanti per poter cantare da solo e per potersi definire come vero sistema all in one o, all'antica, impianto coordinato. Lo abbiamo provato.

28/11/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

Le caratteristiche

Coordinato Teac NR-7CD
Prezzo: € 3.990,00
Dimensioni: 44,2 x 15,2 x 34,5 cm (lxaxp)
Peso: 13 Kg
Distributore: Exhibo S.p.A.
http://www.exhibo.it
Lettore CD: CD-R/RW Amplificatore: ICE-Power 2x60 watt Componenti: streamwer, DAC Cuffia: 2x 500 mW @ 32 ohm Telecomando: via app Note: Ingressi analogico, ottico, coassiale, USB, Ethernet, Bluetooth, PCM 32bit/384kHz e DSD 5.6 MHz

Il Teac NR-7CD riunisce in un unico chassis un amplificatore (con un solo ngresso analogico), un lettore CD e un DAC (con ben cinque digitali) che offre numerose funzioni per poter supportare file in PCM come in DSD, selezione dei filtri digitali e di up conversione. Sul versante uscite, oltre alle canoniche di potenze abbiamo anche quella cuffia, presente sul frontale. A tquesta pletora di funzioni concentrata in una sola elettronica, corrispondono apparentemente pochi comandi. Apparentemente perché alcuni tasti permettono più comandi e il telecomando (in combinazione con una app particolarmente funzionale)e il display, non enorme ma leggibile, ci aiutano a capire meglio cosa fare. Ad esempio il selettore degli ingressi è realizzato con una manopola priva di riferimenti sulla sorgente selezionata ma ce lo dice il display, stesso discorso per il livello del volume controllato dall'altra manopola simmetrica alla prima. In realtà il display ci dice anche molte altre cose, dal mute inserito o meno al campionamento al quale opera il DAC e così via. Tutte le operazioni controllabili da pannello sono replicate anche sul telecomando semplificandoci la vita. Solo una parte, quelle relative alla musica in streaming, sono invece presenti nella app.
L'uso del lettore CD interno è semplice grazie alla presenza dei classici tasti play, stop ecc. Alcuni tasti consentono più funzioni, ma basta pochissimo tempo per comprenderne il funzionamento. La silenziosità del meccanismo di apertura e chiusura del vassoio porta CD e la facilità d'inserimento del dischetto sono elementi ben realizzati da Teac ed è un aspetto per nulla scontato visto che altri costruttori, a tutt'oggi, non curano più questi fattori.
L'ascolto del sistema Teac utilizzando il lettore CD interno rileva un suono dalle caratteristiche mediane, dunque equidistante tra l'essere morbido e rotondo come dal veloce e dettagliato in eccesso. A dire il vero, questa caratteristica non appare particolarmente virtuosa, quanto una certa mancanza di personalità correndo il rischio di non coinvolgere ed emozionare troppo. Tra gli elementi che portano al rischio di un ascolto poco convincente c'è una certa mancanza di corposità che può essere parzialmente compensata con l'impiego di diffusori generosi in questa gamma, purché dotati anche di controllo e una certa compostezza. Medie e alte frequenze sembrano essere meglio riprodotte, pur se non raggiungono straordinari vertici in fatto di levigatezza ed eleganza. Anche in questo caso è fondamentale l'abbinamento con un diffusore che coniughi luminosità e finezza, gradevolezza e dettaglio (vedi le ProAC DB1. Dinamica e velocità si attestano su buoni livelli come pure la ricostruzione dell'immagine sonora, la ricchezza e il timbro). Le caratteristiche sonore sembrano rimanere sostanzialmente invariate con ascolti tramite la rete, via Ethernet, confermando la predilezione per l'abbinamento con diffusori molto trasparenti e dolci sulle medio alte frequenze e possibilmente anche generosi in basso in modo dare maggiore corposità al suono e rendere più piena l'immagine che altrimenti rischia di svuotarsi un poco al centro.
Il confronto è stato fatto con il Rotel CDP 14 prelevando il segnale in uscita sia in analogico che in digitale. Il Teac risulta meno aspro, più rotondo e gradevole all'ascolto. Se però utilizziamo lo stesso Rotel con un amplificatore a parte come l'Unison Unico SE, l'abbinata fornisce, a sua volta, un suono più ricco, corposo e accurato del sistema tutto in uno. Il collo di bottiglia sembra legato più che altro dalla sezione di amplificazione, digitale, non alla altezza di un prodotto di tali pretese mentre la versatilità dell'apparecchio/sistema è impensabile per i prodotti "normali" e tagliata sulla base della soddisfazione di determinate esigenze, poco audiofile ma molto pratiche, che tratteggiano una figura di nuovo utente della musica riprodotta differente dal tradizionale cosumatore così come siamo abituati ad immaginarlo...

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[ Pubblicato su SUONO n° 521 - dicembre 2017]

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