Thiel: la parola fine

Dopo un tumultuoso periodo iniziato nel 2012 quando Thiel è stata venduta all'investitore privato del Tennessee, David B. Griffin, ora possiamo confermare che l'avventura di Thiel Audio si è chiusa definitivamente. In mancanza di qualche tipo di salvataggio fuori tempo massimo, un'altro grande esponente dell'audio americano diventa storia.

07/02/2018
di Carlo D'Ottavi

Dopo la scomparsa del suo ideatore e geniale progettista Jim Thiel la società da lui fondata ha provato a proseguire la sua gloriosa storia sotto la guida della sua compagna Kathy Gornick e di Tom Thiel, fratello di Jim. Le prime fasi videro il completamento della più recente linea di diffusori della celebre serie CS con la presentazione dei modelli 2.7 e 1.7, modelli più piccoli ma fortemente imparentati con il modello top, il CS3.7 l'ultimo presentato direttamente da Jim Thiel nel 2006. Jim era più che il capo della compagnia ... era il capo ingegnere e stratega della tecnologia. Appassionato di musica e della sua riproduzione, Thiel ha sviluppato la teoria, basata sulla ricerca di Jim, che coerenza di fase e coerenza temporale sono gli elementi più critici nella riproduzione del suono. In risposta a tali problemi Jim sviluppò la tecnologia Coherent Source, alla base dei diffusori della compagnia, molti dei quali hanno guadagnato rispetto e apprezzamenti da parte di critica e pubblico. Perdere Jim nel 2009 ha avuto un riflesso negativamente anche le vendite.
Forti venti contrari hanno iniziato a prendere la compagnia ... portando l'allora CEO Kathy Gornik a prendere la decisione di cercare investitori . Gornik ne ha parlato in un'intervista del 2013 nella quale asseriva che la confluenza di eventi come la morte di Jim o il progressivo cambiamento dei gusti dei consumatori richiedevano nuove idee e nuove risorse, nuovi e importanti capitali. Bisognava procedere con maggiore velocità di quanto loro potevano fare da soli. Il mondo di Thiel è cambiato radicalmente nel 2012, quando un investitore di Nashville di nome David B. Griffin ha acquistato l'allora piccola società di Thiel Audio e ora sappiamo che è stata una decisione fatale.Tom Thiel, co-fondatore di Thiel Audio, ha affermato che il guaio è che Griffin non si è impegnato, per un periodo abbastanza lungo in una stessa direzione e con la medesima squadra. Occorrono almeno due o più anni di sforzi concertati per (ri)affermare un marchio. Ma con il continuo rinnovamento del management ogni anno e cambiamenti anche bruschi di direzione a nessuna strategia è stata data l'opportunità di ottenere risultati.Una classica cattiva gestione a livello di proprietà visto che il percorso a zig-zag ha fallito. In cinque anni altrettanti amministratori delegati e le loro squadre di manager, progettisti ecc. si sono avvicendati. Il primo, CEO Bob Brown, ha avuto il compito di traghettare la vecchia gestione e ben presto comprese che la nuova proprietà non conosceva nulla della Thiel e quale posto avesse nel mondo dell'Hi-Fi e abbandonò l'impresa. Il tentativo fu quello di proseguire nella produzione di diffusori tradizionali, sotto la direzione di un nuovo progettista, con una storia di progetti nel settore più commerciale. Il risultato furono una piccola serie di diffusori che col passato avevano in comune una certa eleganza nelle finiture lignee ma nulla dal punto di vista tecnologico. Diffusori che abbandonavano la soluzione CS, sostenendo di poter ottenere i medesimi risultati sonori con tecnologie più moderne, efficienti e, in sostanza meno costose; peccato che, facendo pesare il nome del marchio, i prezzi poi fossero paragonabili a quelli dei vecchi CS, senza averne il minimo appeal. Cambio di rotta e dopo aver ribattezzato i nuovi modelli come celebrativi del quarentennale di Thiel, si crea una nuova linea di prodotti: diffusori Aurora wireless. In sostanza due modelli, uno per utilizzo in casa e uno per esterni. Tecnologia cinese a prezzi, ancora una volta Thiel, quando di Hi-End non c'è nulla. Per dare ulteriore risalto alla svolta, nella nuova sede in Nashville, si cambia il logo di T.A. e la linea diventa Aurora by Thiel. Dalla gestione guidata da Malatesta, il nuovo CEO soddisfatto dell'ultima direzione presa ma in disaccordo con le politiche commerciali, si giunge a metà dello scorso anno all'ennesima nomina di un nuovo CEO , nelle vesti, indubbiamente graziose, di Elyse McKenna che promette una nuova svolta. Le prime voci, sotto la nuova dirigenza, non sono sembrate incoraggianti: l'azienda di fatto a novembre licenzia la maggior parte dei suoi dipendenti, tra questi il direttore tecnico Dennis Crosson che dichiara, sulla sua pagina Facebook, "Una settimana fa, lunedì, è stato annunciato che la nostra azienda stava chiudendo e che giovedì era il nostro ultimo giorno. Non è stato uno shock perché avevamo osservato che la nostra attività era stagnante da molto tempo”. Nonostante questo l'amministratore delegato Elyse McKenna ha fortemente negato che la società fosse chiusa, pur ammettendo l'avvenuto licenziamento di un elevato numero di dipendenti ma, insistendo che la compagnia era ancora aperta. Piuttosto, i cambiamenti avvenuti, avrebbero permesso a Thiel di passare a una prossima fase di sviluppo, con tutta la determinazione ad andare avanti. McKenna ha detto ripetutamente che Thiel avrebbe presto annunciato la nuova direzione nel 2018. Ora, questo annuncio sembra decisamente improbabile visto che, McKenna negli ultimi giorni, ha poi confermato le voci sulla chiusura di Thiel:"Abbiamo trascorso l'ultima parte del 2017 lavorando per garantire un giro di finanziamenti per Thiel Audio. Purtroppo, i finanziamenti sono falliti e la decisione ed è stata presa la decisione di chiudere la società. Questo non è il risultato che speravamo in quanto il mio team ha lavorato duramente per rilanciare questo marchio e questo prodotto. Abbiamo fatto passi da gigante nella direzione giusta e abbiamo semplicemente finito il tempo. È stata una grande impresa ed eravamo ansiosi di vincere la sfida. Sono grata per l'opportunità di avere guidato una squadra così talentuosa e auguro a tutti coloro che sono associati a Thiel Audio il meglio nelle loro prossime iniziative". Sfortunatamente, questo risultato non è una sorpresa...
Allo stato attuale tutto quel che è rimasto è un magazzino con prodotti Aurora da smaltire mentre nella vecchia sede nel Kentucky ci sono ancora le risorse, tecniche e umane per mantenere una attività di assistenza per i vecchi, e amati, diffusori Thiel prodotti fino al 2014. Il sito Web Thiel Audio è parzialmente attivo, mentre la pagina shop on line è al momento (?) sospesa.

Tutto al miglior offerente Paolo Corciulo

07/02/2018 08:46

Qualche anno fa un manager del settore mi disse che tutti i marchi hi-fi erano in vendita! Di li a poco lui acquistò per conto dei finanziatori di cui si occupava Sonus faber, McIntosh, Audio Research... Poi avrebbero cambiato casacca molti altri, tra cui anche chi non avresti mai pensato (B&W). L'attuale mercato dell'hi-fi, lo racconto in un articolo su SUONO 523, è in totale fermento e non perché goda di un momento particolare favorevole. Proprio per questo ipotizzo (1968 - 2018) che siamo alle soglie di una rivoluzione assoluta!

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