VDH Colibri Master & Signature

Il test della nuova testina van den hul in anteprima mondiale. Un nuovo riferimento assoluto!

07/03/2018
di A cura della redazione redazione@suono.it

Prima della Colibri la richiesta per testine Hi-end aveva spinto A.J. a progettare una bobina mobile di alto livello come la Grasshopper ma la Colibri (che prende il nome dall’uccello caraibico, uno dei più piccoli al mondo) rappresenta un vero atto di rottura con l’idea stessa di testina MC così come veniva concepita fino ad allora: si tratta infatti di una testina con unico polo al posto della tradizionale struttura con polo anteriore e posteriore, all’interno del quale viene posto lo stilo che deve muoversi simmetricamente dentro il campo magnetico per operare al meglio. Grazie ai suoi studi con l’acceleratore di particelle (van den Hul ha studiato all’ Università di Deft) J.A. vantava un’ampia conoscenza degli effetti dei campi magnetici (un know how che ha dato vita anche alle sue convinzioni in fatto di medicina e di sistemi di cura alternativi ma questa è un’altra storia che forse racconteremo in futuro...): così l’allampanato olandese si era convinto che l’influenza nefasta delle possibili asimmetrie che si possono creare quando un generatore è immerso in un doppio polo magnetico in maniera non simmetrica era tale che eliminare uno dei due poli poteva rappresentare un male minore. Detto fatto sennonché in questo modo il livello del segnale generato si abbassa di molto (le prime Colibri disponevano di un voltaggio d’uscita di soli 0,26 mV) e questo ha indotto van den Hul a una continua ricerca di magneti più potenti (oggi in samario cobalto) e di bobine più efficienti: le prime erano in rame, quelle attuali sono in oro a 24 k con fili da 20-25 micron intrecciati. Un percorso, quello dal 1995 ad oggi, caratterizzato da una progressiva messa a punto, finalizzata principalmente a elevare la tensione d’uscita che oggi, con la versione Master & Signature, raggiunge sorprendentemente il valore di 1,1 mV! Una tensione elevata equivale a una minore necessità di stressare a valle lo stadio fono (che deve amplificare di meno), con vantaggi dal punto di vista del rumore di fondo che, ci confida van den Hul, con la nuova versione è ridotto al minimo. Vantaggio ulteriore della soluzione a un unico polo il fatto che è possibile realizzare testine di massa minore e quindi di abbinarle anche a bracci di bassa massa mantenendo una buona tracciabilità (anche se il braccio di riferimento di J.A. rimane uno SME V) e, soprattutto, utilizzando cantilever più corti (di soli 3,5 mm), condizione che garantisce almeno sulla carta una tracciabilità più accurata.
(continua...)