Essere un centro pilota SUONOpoint

Il nuovo D'Agostini Lab è il primo Centro Pilota SUONOpoint, una iniziativa che ne riecheggia un’altra di vecchia data con nuove forme e obiettivi.

14/01/2021
di Paolo Corciulo p.corciulo@suono.it

L’intenzione è innanzi tutto quella di stabilire un osservatorio sul mercato a cui, con la forza congiunta, fornire soluzioni e alternative, alla luce di un bene supremo superiore che è il buono stato di salute del mercato hi-fi, messo a repentaglio da anni di mal governo e da una situazione a contorno ostile e difficile. Talmente alto è l’obiettivo (che richiederebbe un fiume di parole, termini, precisazioni) da suggerire al contrario una semplice stretta di mano (Covid permettendo) e l’intenzione di percorrere un cammino li fino a dove sarà di comune interesse. Così è accaduto con Alessandro (D’Agostini ndr) grazie anche alla felice congiunzione di eventi che vede lui, uno della nuova generazione, alle prese con il suo progetto più importante, abbastanza maturo da poterlo gestire con enorme professionalità, non così maturo da aver perso la voglia di sperimentare, scoprire, affrontare nuove soluzioni ignote tentando…
Non è un caso che il sottotitolo di questa nuova esperienza (Suono e Design) contenga la parola SUONO le cui 5 lettere che la compongono racchiudono una storia giunta proprio quest’anno alle sue nozze d’oro con l’alta fedeltà; non è un caso che nel suo invito all’opening del D'Agostini Lab abbia usato la parola “felicità”, che è anche il titolo, benaugurante, del primo numero di SUONO del 2021. Ma al di la delle coincidenze (Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova – Agatha Christie) c’è una visione e un obiettivo racchiuso nella definizione “ Centro Pilota SUONOpoint” che contiamo abbia proseliti non solo per l’interesse personale ma perché sarebbe la riprova di un nuovo spirito del mercato, a tutto vantaggio del consumatore.
Qualche hanno fa abbiamo dato vita a SUONO point, una confederazione di negozi e una iniziativa che era volta al fine di rinsaldare il rapporto della rivista con alcuni negozi di eccellenza distribuiti nel nostro paese e , tramite loro, con i consumatori del bellissimo hobby della riproduzione sonora cui veniva sottoposta una griglia di prodotti caratterizzati da due elementi fondamentali: essere a nostro avviso estremamente validi e dal prezzo contenuto. Fu un successo commerciale (il che non guasta), meno da quello dal punto di vista “etico” ovvero del tentativo di aprire una verace finestra sul mondo, evitando l’isolamento lassù nell’Olimpo che spesso, soprattutto in passato, le riviste hanno praticato. Come spesso ci capita eravamo troppo in anticipo sui tempi o, come i nostri detrattori potrebbero sostenere, eravamo fuori tempo…
Poi l’evoluzione dell’avventura ANNUARIO del SUONO (perché ogni anno di avventura si tratta) cvi ha portato a riconsiderare la cosa. Apro una piccola parentesi in ta senso: probabilmente la cosa è sconosciuta al pubblico ma la lavorazione dell’annuario coinvolge oltre 150 operatori del settore coesi da un bene/interesse comune: fornire un panorama il più completo e preciso possibile dell’offerta di prodotti nel mercato hi-fi. Questa comunity professionale, l’unica in vita in hi-fi dopo la chiusura dell’APAF, ha mostrato potenzialità enormi su un piccolo – grande obiettivo prefisso e non disperiamo possa esplorarne altri. Questa vitalità ci ha indotto, complice anche il momento difficile che attraversiamo, a vincere l’egoismo e l’individualismo dilagante (che dunque è anche dentro di noi) per offrire energie, come ha fatto D'Agostini Lab per un bene comune.
Qui parte l’avventura senza un punto di arrivo definito ma se “miri alla luna, anche se sbagli atterrerai tra le stelle!” (Les Brown)

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