A cavallo tra solida e liquida

Legge Cd e SACD ma anche file in rete o meno. E per giunta il nuovo Arcam HDA CD S50 costa anche di meno del suo predecessore dal quale eredita l'infrastruttura più tradizionale.

11/02/2019
di A cura della redazione redazione@suono.it

estratto da SUONO

Le caratteristiche

Prezzo: € 1.390,00
Dimensioni: 53,50 x 19,50 x 41,40 cm (lxaxp)
Peso: 5,30 Kg
Distributore: MPI ELECTRONIC - www.mpielectronic.com
Tipo: da tavolo Formati compatibili: CD, CD-R, CD-RW, SACD stereo, WMA Sistema di conversione audio D/A: 32 bit - 192 kHz THD (%): 0,002 Uscite audio analogiche: Stereo, Bilanciata Ingressi digitali: Coassiale, Ottico, USB HiRes, Ethernet Note: lettore di rete per FLAC, WAV, AIFF, OGG, MP3, AAC. Compatibile Deezer, Qobuz, Tidal

La categoria dei lettori si barcamena tra due realtà distinte: la lettura dei formati fisici e quella di quelli smaterializzati. Tre gli oggetti in gioco: il lettore di dischi, lo streamer e il DAC, variamente declinati (uno o più) all’interno degli apparecchi che chiamiamo “lettori” in un mélange che tiene conto di abbinamenti logici ma anche delle tendenze di mercato e del modo, al momento ancora nebuloso, con cui vengono identificate le esigenze del consumatore. Anche se pareva logico fin dall’inizio, c’è voluto un po’, ad esempio, perché si concretizzasse il passaggio epocale che ha fatto comparire a bordo dei lettori CD un collegamento digitale in ingresso in modo da poter sfruttare attraverso stadi DAC sempre più raffinati tutto il ben di Dio musicale, e non solo CD e SACD, a bordo dei player! Non così epocale ma certamente di rottura la formula proposta da Arcam con l’HDA CDS50 che quei descritti tre elementi in gioco li porta tutti e tre a bordo, ancor più sorprendente per il fatto che l’elemento che ha caratterizzato il passaggio epocale descritto, la USB 2, è proprio l’unico elemento che... non c’è a bordo dell’apparecchio!

Il CDS50 è figlio di due mondi e offre oggi per Arcam un crossover fra due approcci nella fruizione della musica che non hanno manifestato una gran presa negli appassionati di Hi-Fi, non tanto per la diffidenza della musica liquida e nel gusto del possesso del disco “concreto” quanto per le obiettive difficoltà di fruizione del contenuto musicale che, ad eccezione di pochi illuminati esempi, ancora non sono alla portata dell’utente comune e di estrazione “tradizionale”. Il CDS50 è dotato di un sistema di gestione dei contenuti che supporta la riproduzione di file residenti sull’apparecchio tramite una memoria collegata in USB oppure direttamente dalla rete sia attraverso una app Arcam che come un semplice Digital Media Render compatibile con lo standard DLNA. Da sottolineare ulteriormente che, nonostante l’apparecchio sia dotato anche di ingressi digitali, coassiale e ottico, non ha la connessione USB per collegare un computer, a sancire la modalità d’uso più idonea per un’utenza orientata alla fruizione “semplice e immediata”, contrariamente a quanto in genere accade quando si tenta di avvicinare due mondi come quello del computer e della musica.

L’utilizzo risulta abbastanza immediato, meno rispetto a un lettore CD semplice e tradizionale, apparecchio imbattuto in termini di reattività ma simile a quello di lettore ibrido CD/SACD che impiega un certo tempo nel riconoscimento del tipo di layer (CD/SACD) e nella lettura della TOC (Table Of Content). La possibilità di riprodurre i contenuti direttamente da una chiavetta USB o da un disco esterno è un’ottima opportunità in quanto si tratta di uno dei limiti più frequenti nella fruizione della musica “liquida condivisa” al volo: tralasciando aspetti di carattere normativo sulla diffusione di contenuti coperti da copyright, generalmente è praticamente impossibile “replicare” uno dei riti più belli e sani nel condividere sensazioni con i nostri amici tramite la musica, ovvero lo scambio di dischi e l’ascolto collettivo. Con i dischi fisici è semplice ma quasi impossibile con la musica liquida, dove è necessario copiare il file e attendere che il sistema lo indicizzi per renderlo disponibile. Attraverso la connessione Bluetooth si ottiene un buon risultato di immediatezza anche se il livello di qualità non si addice alla riproduzione “Hi-Fi”.

La app può essere molto di aiuto per le operazioni preliminari di set-up e di gestione dei contenuti presenti sulla memoria collegata alla presa USB ma per la fruizione della musica liquida bisogna utilizzare un’altra app, compatibile DLNA, fornita da Arcam oppure di altro produttore. La lettura dei file viene infatti regolata attraverso più app, una per la scelta del contenuto (un media player UPnP marchiato Arcam - Musci Life - privo di particolari originalità - decisamente meglio affidarsi a Bubble UPnP o altri similari) e una per il player.

L’impostazione timbrica dell’apparecchio rimane abbastanza delineata anche al variare del formato in riproduzione, come se prevalesse un’impostazione sonora “Arcam” super partes. Il SACD, nel solo formato fisico - considerato che Arcam non sembra interessata a promuovere il supporto al DSD nel formato liquido - con certi dischi offre un suono spesso caratterizzato dalla registrazione, soprattutto nelle prime realizzazioni dei SACD. Il livello e l’impostazione sonora dell’Arcam offrono un suono caratterizzato da un’ampia estensione lungo la banda delle frequenze, un piglio marcato ma mai appuntito o fastidioso, con un ritmo coinvolgente. Effetto più marcato se si usano le uscite bilanciate in abbinamento a sistemi dotati di tale tipo di connessione; con i Single ended, invece, l’impostazione è ancora percepibile, anche in merito al livello di uscita, leggermente sopra la media.

Il carattere sonoro dell’apparecchio è abbastanza controllato anziché pirotecnico, caratterizzato dalla tendenza abbastanza delineata verso la naturalezza e il dettaglio, indipendentemente dal genere di musica utilizzata, con una buona estensione lungo l’arco delle frequenze, che in basso risulta soffice ma bene a fuoco e dunque estremamente gradevole. Anche aumentando il contenuto dinamico del brano riprodotto quel che viene offerto all’ascoltatore rimane sempre sotto controllo, con buon dettaglio, attacchi e rilasci puntuali e una scena sonora che tende solo leggermente a compattarsi rispetto a una maggiore ariosità in condizioni meno estreme. Non viene a mancare il giusto corpo sia a strumenti che alle voci che, in particolare quella maschile, appaiono realistiche anche se non vibranti ma comunque in grado di fornire il giusto realismo alla rappresentazione sonora. Nel complesso, dunque, considerando anche il prezzo “ribassato” dall’omologo apparecchio, di cui in gran parte riprende soluzioni tecniche e componenti, ci si potrebbe limitare a considerare il CDS50 un buon lettore CD e SACD; non si può, però, esimersi dal chiedersi perché e con che risultato Arcam abbia deciso di puntare sulla commistione con le attività di lettura della musica in rete, visto il grado di complessità che ciò presuppone. Innanzitutto non si può non rilevare una incongruenza nel fatto che l’apparecchio non sembri supportare file DSD (in rete e altrove), DoP e PCM oltre i 192 kHz mentre l’irDAC-II lo fa tramite USB. L’ipotesi più sensata è quella di una ferrea volontà di distinguere, con l’esclusione della presa USB Hi-Res, la destinazione d’uso del lettore da quella di altri prodotti a cavallo tra un uso con fonti informatiche e modalità “da nuovo millennio”. L’apparecchio, tuttavia, supporta file DSD in rete senza che sia indicato né sul manuale né sulla pubblcistica, quasi come fosse o una funzione “ovvia” (ma allora perchè sbandierarlo per l’irDAC) o come se si trattasse di una conseguenza “inaspettata” di certe scelte nella sezione di rete.

[ Pubblicato su SUONO n° 533 - feb - mar 2019]

Per inviare commenti devi essere autenticato. Effettua il login.

Non sei registrato? Registrati.