Audiolab CDT e A 6000

1400 euro in due, per un front end moderno ed economico solo nel prezzo. Perché la meccanica e l'ampli integrato (con DAC a bordo) della casa inglese offrono performance di alto livello che ci hanno stupito nel test pubblicato su SUONO 538 

07/09/2019
di A cura della redazione redazione@suono.it

Si sarebbe potuto pensare che la serie M, con la sua predisposizione ad assolvere le necessità di una nuova utenza sia nell'ambito dell'ascolto in mobilità che quello stanziale, rappresentasse inequivocabilmente l'entry level della Audiolab ma con la serie 6000 si affianca un entry level audiofilo visto che il costo complessivo dei due elementi base è al di sotto dei 1500 euro e con circa 2000 si può disporre di un sistema completo. Diretta agli audiofili ma non insensibile alle nuove istanze dell'audio, a cominciare dalla configurazione che travalica i canonici elementi della catena hifi. Infatti di radicalmente nuovo in questa fascia di mercato c'è la scelta di usare una meccanica di lettura mentre il DAC è a bordo dell'integrato; una specie di eresia in campo hi fi in cui, chissà per quale motivo sconosciuto, i componenti separati costano molto di più di quelli integrati e peggio ancora, una meccanica CD costa notevolmente di più di un analogo con il DAC a bordo. Inoltre, e qui ancora un altro punto a favore di una certa epocalità nella soluzione scelta da Audiolab, va considerata la scelta di proporre la meccanica ad un costo effettivamente non contenuto e il fatto che le sezioni importanti all'interno della sorgente sono realizzate ad hoc (come ad esempio l'alimentazione e il clock) è la riprova di quali siano gli aspetti che hanno un'influenza determinante sulle prestazioni. In altre parole, spesso diamo ampio spazio alla capacità di un ricevitore DAC di eliminare il jitter, e in parte il dispositivo fa del suo meglio ma quando il segnale di partenza è buono e privo di interferenze il tutto va meglio! In definitiva un osanna al tanto amato motto inglese "garbage in garbage out!"