Chord Electronics Hugo M Scaler

Per comprendere la natura dell'M Scaler occorre ripercorrere per grandi linea le scelte e le convinzioni della casa inglese che partono da un incontro casuale ma anche da un'intuizione profonda. Non è sempre così nell'ottica delle sliding door? Perché definirlo "complemento" è riduttivo ma cosa non lo è ormai in questa era di grandi cambiamenti?

06/09/2019
di A cura della redazione redazione@suono.it

Il funzionamento dell’FPGA, il sistema scelto da Chord per la conversione D/A, è legato a doppio filo alla potenza, velocità di calcolo, dei processori, direttamente dipendente dalle capacità in termini di “timing” dei processori utilizzati, la cui misura, per approssimazione, viene definita dal numero di Tap che cresce esponenzialmente nel tempo via via che la tecnologia nei prodotti Chord matura: DAC64 = 1.024; Hugo = 26.368; Hugo TT2 = 98.304 per arrivare a 164.000 nel Dave e 1.015.808, che per inciso e la soglia definita da Watts per la conversione ottimale, nel top di gamma Blu MKII. Non c’è possibilità scientifica di mettere in correlazione diretta le prestazioni con gli “iconici” TAP; possiamo azzardare una interdipendenza con il numero di DSP, celle e memoria e con un generico “più sono” meglio è, anche se sicuramente entrano in ballo molti altri spetti sulla programmazione e sulla disponibilità di tool e librerie e quant’altro, va comunque notato che all’interno delle scelte effettuate dal costruttore appare una relazione proporzionale tra potenza di calcolo e prestazioni che, anche se non stabilisce nulla, ha di sicuro effetti sulla qualità. E va anche rilevato come agli albori e le tecnologie allora disponibili fosse veramente dura implementare un filtro FIR come lo voleva Watts i 1024 taps del DAC64 erano ben lontani dal milione, visto come un valore assoluto e “ideale” difficilmente raggiungibile per l’epoca; eppure e i risultati furono molto al di là delle aspettative più rosee...